Ferruccio Busoni

 

Autorevole figura della musica europea di primo Novecento, attivo come compositore e pianista, Ferruccio Busoni (Empoli 1966 – Berlino 1924) era figlio di musicisti, italiano il padre e tedesca la madre. Rivelò talento precocissimo e negli anni settanta studiò a Vienna e a Graz, maturando contemporaneamente l'esperienza di concertista. Conquistò, in tale veste, anche autorità del calibro di Anton Rubinstejn e Franz Liszt: musicisti che lasciarono a loro volta una traccia profonda sul giovane musicista. Che visse poi a Vienna e a Lipsia, insegnando nei conservatori di Helsinki, Mosca e Boston. Quando si trasferì a Berlino era ormai un concertista affermato; lasciò l'insegnamento in conservatorio e tenne corsi di perfezionamento seguiti da virtuosi di tutto il mondo a Weimar, Vienna e Basilea. A Berlino, durante il primo decennio del nuovo secolo fu anche molto impegnato nell'organizzazione di concerti sinfonici di nuova musica, che spesso dirigeva egli stesso. Risalgono a quegli anni alcune delle sue creazioni più durature: le opere pianistiche, anzitutto, ma anche il Concerto per violino e orchestra (1896-97), la Turandot-Suite (1904), la Berceuse élégiaque (1910) e l'opera Die Brautwahl (La sposa sorteggiata, 1911). Nel 1913 tornò in Italia, dove fu per breve tempo direttore del Liceo Musica di Bologna. Durante la guerra, considerato "tedesco" dagli italiani e "italiano" dai tedeschi, si dovette trasferire a Zurigo, dove compose, tra le altre cose, le opere Arlecchino e Turandot.
Gli ultimi anni della sua vita li trascorse ancora a Berlino.
Musicista solidissimo, profondo conoscitore dei nuovi linguaggi che attraversavano l'Europa d'inizio secolo, teorico di vaglia (come conferma il volume Abbozzo per una nuova estetica della musica, che scrisse nel 1906), Busoni fu artefice di una musica "oggettiva", per certi versi antiromantica, che fonde in ricercato equilibrio gli elementi della tradizione con le nuove risorse linguistiche dell'Impressionismo e della atonalità.

 

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