Franz Liszt

 

Quando Lina Ramann decise di scrivere la biografia di Franz Liszt si rivolse a lui per le notizie più minute e per avere conferma di fatti a lei noti attraverso terze persone: egli si pose a sua disposizione e fu sempre generoso di aiuti, anzi arrivò perfino a schematizzare le tappe della sua esistenza in cinque atti, "come una tragedia classica: 1° periodo - l'infanzia fino alla morte di mio padre; 2° periodo - dal '30 al '38 a Parigi, composizioni e studi orientati in diverse direzioni, viaggi a Ginevra e in Italia prima del mio ritorno a Vienna ('38) il cui successo segnò l'inizio della mia carriera di virtuoso; 3° periodo - viaggi per concerti: Parigi, Londra, Berlino, Pietroburgo, ecc.: Fantasie, trascrizioni, gozzoviglie; 4° periodo - dal '48 al '61: raccoglimento e lavoro a Weimar; 5° periodo - conseguente sviluppo e conclusione del periodo precedente a Roma, Pest, Weimar, dal '61 fino al ...".
Così scriveva a Lina Ramann nel 1884, ma anche negli anni precedenti, in lettere e scritti, Liszt trovò occasione per narrare episodi e impressioni della sua vita, anche se non si impegnò mai a stendere, come molti suoi illustri contemporanei, una vera e propria autobiografia.
Nato a Raiding nel 1811, si affermò come il più grande pianista del suo tempo, grazie ad un virtuosismo senza confronti. Si esibì con successo anche come direttore d'orchestra di opere sinfoniche e teatrali. Dopo una vita avventurosa che lo vide al centro del bel mondo europeo, fu chiamato ad una vita consacrata: prese gli ordini minori e divenne abate. Nel marzo del 1836 iniziò un giro in varie capitali, per assistere a concerti celebrativi dei suoi 75 anni. In luglio, recatosi a Bayreuth per le rappresentazioni wagneriane, lì morì di polmonite.
Liszt portò il pianoforte ad altezze di virtuosismo vertiginoso, in particolare nelle rapsodie ungheresi, negli album, Anni del Pellegrinaggio, Studi Trascendentali, ecc. Con la produzione per orchestra - i 12 poemi sinfonici, fra cui i Preludi, le sinfonie Faust e Dante,... - influì sulla musica sinfonica del secondo '800 ampliandone le risorse armoniche e coloristiche. Dell'ultimo periodo sono messe, salmi, oratori.
"Si può dire che la musica è essenzialmente religiosa e, come l'anima umana, naturalmente cristiana. E poiché si unisce alla parola, quale più legittimo impegno delle sue energie che cantare l'uomo a Dio e di servire così da punto d'incontro tra i due mondi, il finito e l'infinito? Una tale prerogativa gli appartiene, perché ella partecipa insieme dell'uno e dell'altro?
Tanta ampia e poliedrica produzione è dominata da un'assoluta libertà nei confronti degli schemi tradizionali, da una disinvolta indipendenza dalle convenzioni che lo porta ad assimilare immediatamente i tratti di un'epoca e i segni della attualità, ma anche a riunire insieme gli atteggiamenti più disparati e contraddittori: il pianista brillante e mondano e il compositore meditativo di musica religiosa, la rivisitazione di Bach e del contrappunto arcaico e l'esuberanza espressiva del poema sinfonico.
Tale libertà lo accomuna all'altro grande esponente del pianismo romantico a Chopin rispetto al quale, tuttavia, si colloca stilisticamente al polo opposto. Se il pianismo di Chopin ricerca l'intimità del salotto, le forme brevi e la perfezione del cesello, quello di Liszt presuppone invece il popolo e la dimensione spettacolare dell'esibizione virtuosistica; Liszt predilige le sonorità irruenti, i grossi contrasti, le forme ampie che diano spazio all'improvvisazione acrobatica.
Anche la musica sacra si presenta alla lettura come un corpus vastissimo e tutt'altro che unitario, benché, rispetto agli altri "generi" copra un arco temporale meno esteso. Alla produzione organistica ed ai brani pianistici di ispirazione religiosa si affiancano alcune composizioni corali in cui si riflettono il rapporto di Liszt con l'avvenimento cristiano. Sono preghiere alla Madonna, a Cristo, inni ai Santi che l'autore sentiva più vicini, composizioni d'occasione, momenti, insomma, in cui Liszt è teso a comunicare il desiderio e la domanda nei confronti di una Presenza sperimentata come compagnia quotidiana, risposta alle sue attese ed alle attese di ogni uomo nelle vicende della vita in tutti i suoi aspetti.