Gabriel Fauré

 

Compositore francese, nacque a Pamiers nel 1845.
Indirizzato a soli nove anni agli studi contrappuntistici nella scuola Niedermeyer di Parigi, proseguì gli studi presso l'istituto di Saint-Sàens (1861-65), dedicandosi all'apprendimento del pianoforte.
Dal 1866 iniziò una breve carriera come organista nella chiesa di Rennes, quindi suonò a Parigi e a Notre-Dame di Clignancourt; ma quando, nel 1977 venne nominato maestro di cappella alla Madeline, rinunciò alla carriera organistica e si dedicò all'insegnamento che proseguì, successivamente nelle vesti di direttore del Conservatorio di Parigi, fino al 1919.
Integrò l'esperienza didattica con quella di critico musicale del Figaro e di promotore di numerose istituzioni musicali.
Viaggiò in Germania, dove s'avvicinò alle opere di Wagner (1878-79), si recò a Venezia e a Londra, dove si esibì come pianista e diresse le sue musiche di scena per Pelléas et Mellisande. Quando in Francia si spense la tradizione inaugurata da Berlioz e si radicò la presenza della musica di Wagner, ch'era filtrata nel giovane Faurè attraverso Saint-Säens, la giovane scuola francese si fece partecipe dei vari movimenti di rinnovamento culturale.
Faurè assunse un ruolo di caposcuola, divenendo maestro di Ravel, Casella, Keochlin, Schmitt, e fu precursore della raffinatezza armonica e timbrica di Debussy, creando le origini della musica moderna francese. Avvalendosi della collaborazione del critico Lalo, trasformò il Conservatorio in "Innovatore".
L'arte di Faurè si distingue da ogni altra produzione precedente, per una nitidezza della scrittura che negli ultimi anni si ridurrà ad un'essenzialità assoluta, e per una fedeltà alla più aristocratica ed elegante tradizione francese.
La sua produzione comprende soprattutto musica per canto e pianoforte e musica da camera (quartetti, quintetti, sonate e pagine pianistiche) e liriche.
Meno incline all'opera e al genere orchestrale, Faurè predilesse trascrizioni di musiche di scena, la composizione di brani di musica sacra, arricchita da echi gregoriani, e le composizioni per pianoforte, strumento che gli consentiva di distillare in un'essenzialità elegante le idee suggerite dall'ispirazione.
Sebbene rare, nella sua produzione, non mancano tuttavia virtuosistiche pagine per orchestra, quali la Ballade op.19 del 1881 e la Fantasie op.111 del 1918 e il dramma lirico Pènèlope (1907-1913); l'elegantissima e preziosa Messa da Requiem op.48 (1887), in cui, oltre al coro e ai solisti, consente la partecipazione dell'orchestra, e alcuni lavori sinfonici.
Morì a Parigi nel 1924.