György Kurtág

 

György Kurtág (Lugoj [Romania] 1926), il musicista ungherese cui Milano Musica ha dedicato una delle ultime, fortunate edizioni "monografiche" dei suoi festival, studia in patria fino al 1958, quando ha l'opportunità di specializzarsi a Parigi con Milhaud e Messiaen e di seguire l'insegnamento della psicologa Marianne Stein, cui dedica il suo primo Quartetto per archi (1958).
Fin dagli esordi enuncia una poetica fatta di gesti brevi e incisivi e di motivi frammentati e aforistici che documentano la sua aspirazione a compiere una sintesi tra la tradizione ungherese di Bartók, Kodály e Ligeti e l'espressionismo viennese, specie quello metafisicamente conciso di Anton Webern.
Un'altra tendenza evidente fin dalle prime prove del compositore - ufficialmente divenuto cittadino ungherese nel 1948 - è quella, riscontrabile per esempio nei Detti di Peter Bornemisza (1968) per soprano e pianoforte, di miniaturizzare le grandi forme del passato in brevi frammenti variamente componibili come tasselli di un ampio affresco sonoro. In questo modo è costruito anche I messaggi della defunta signorina Trussova per soprano e piccolo ensemble, il pezzo che viene eseguito a Parigi nel 1981 e che decreta la notorietà internazionale per il compositore.
Da allora è infatti eseguito con frequenza in tutta Europa, è ospite in qualità di composer in residence di prestigiose istituzioni culturali e vincitore di importanti premi internazionali come il "Siemens".
La poetica del frammento è destinata a cogliere ancora due superbe affermazioni con I frammenti di Attila Jozsef (1982) per voce sola e Kafka Fragmente (1985) per soprano e violino. Altri capolavori del catalogo di Kurtág sono, tra gli altri, Grabstein für Stephan (1989) per chitarra e gruppi di strumenti sparpagliati nello spazio e Samuel Beckett: What is the Word (1991) per contralto, voci e gruppi di strumenti nello spazio. Kurtág è anche formidabile pianista e instancabile didatta. In quest'ultima veste ha pubblicato 7 volumi di Játékok (Giochi), uno straordinario eserciziario per pianoforte destinato ai bambini in cui si riflette tutto l'universo poetico e sonoro del musicista.

 

Da www.milanomusica.org