Hector Berlioz

 

Nacque nel 1803, iniziò a studiare musica all'età di dodici anni, mostrando la sua particolare predilezione per la composizione. Nel 1822 si recò a Parigi per frequentare l'università che abbandonò quattro anni più tardi per prendere lezioni al conservatorio, dove studiò con Leseur e Reicha. In questo stesso periodo si farà notare dagli ambienti musicali della capitale grazie ad alcuni suoi lavori corali ed orchestrali. Nel 1830 gli venne assegnato il Prix de Rome, così nel biennio seguente ebbe modo di soggiornare a Roma.
Rientrato a Parigi nel 1833, si sposò con l'attrice Harriet Smithson. Si dedicò contemporaneamente all'attività di critico e a quella di compositore; dalla prima non ebbe che delusioni, mentre dalla seconda si guadagnò la stima di Liszt. Wagner e Paganini. Il musicista italiano disse di vedere in lui la reincarnazione di Beethoven.
Nel 1839 fu nominato conservatore della biblioteca del conservatorio. Nel 1842 intraprese una serie di tournèe in Belgio, Germania, Austria, Ungheria e Russia che gli permisero di conquistarsi fama di compositore in tutta Europa, grazie soprattutto all'appoggio concessogli da Liszt.
Gli ultimi anni della sua vita furono colmi di lutti: perse la seconda moglie, la cantante Maria Recio, la sorella Adele e il figlio Louis. Anch'egli alla fine morirà stanco, solo e incompreso dai suoi contemporanei, la maggior parte dei quali lo aveva sempre visto come un fenomeno stravagante.
Berlioz aveva un temperamento appassionato e un po' visionario, un po' megalomane, si entusiasmava facilmente, tanto quanto facilmente si deprimeva. Non fu mai in armonia con il suo tempo e la grandezza della sua personalità artistica gli verrà riconosciuta solo dalle generazioni successive. Egli pensò alla musica come ad un rito, scenograficamente ricca e da realizzare in grandi spazi adatti a folle immense, purtroppo le sue idee gli fecero progettare realizzazioni che con i mezzi del tempo erano impossibili da attuare. Berlioz tentò di andare oltre il modello di Beethoven nella ricerca di una musica che sapesse rappresentare in modo diretto le idee, i drammi e i conflitti dell'uomo, introducendo novità formali e strumentali già nella Synphonie Fantastique e con il suo seguito Lelio, ou le retour a la vie.
Con Harold en Italie per viola e orchestra, la sinfonia drammatica Romeo et Juliette, La grand synphonie funebre et trionphale, le ouvertures Le carneval romain e Le corsaire, La damnation de Faust, Berlioz tende ad arricchire di contenuti e nuove possibilità timbriche l'orchestra tradizionale.
La sua ricerca si spinge anche in un'altra direzione e cioè quella di riproporre la visione della musica sacra secondo una linea sostanzialmente laica, ne sono esempi: La Grande Messe des mortes, il Te Deum e la trilogia l'Enfance du Christ.
Nel campo della musica teatrale il compositore francese riesce ad esprimere meglio la ricchezza di contrasti e la varietà di situazioni foniche che fanno di lui un autentico anticipatore. In questo campo fu autore della grandiosa opera in due parti, Les troyens e di altre due opere: Benvenuto Cellini e Beatrice et Benedict.