Heinrich Schütz

 

Compositore tedesco, nacque a Köstritz nel 1585.
Intrapreso intorno ai sei anni lo studio del canto, manifestò precoci attitudini musicali. Nel 1598 il langravio Maurizio Hesse-Kassel, ascoltandolo durante una sosta nella locanda del padre, volle provvedere all'educazione del ragazzo, prendendolo fra i cantori, del Collegium Mauritianum da lui stesso fondato pochi anni prima. In questa struttura Schütz ricevette per quasi un decennio una formazione non solo musicale ma anche umanistica straordinariamente profonda.
Terminati gli studi a Kassel si presentò per il giovane musicista un periodo ricco di conflitti interiori: nel 1608 su indicazione paterna si iscrisse alla facoltà di legge dell'Università di Marburgo, ma nel 1609 grazie ad una borsa di studio elargitagli dal langravio fu inviato a perfezionarsi a Venezia, dove fu allievo prediletto di Giovanni Gabrieli, con il quale studiò fino al 1612.
Tornato in patria, accettò la carica di organista di corte, prestando la sua opera a Dresda, presso la cappella dell'elettore dì Sassonia che lo richiese espressamente in occasione dei festeggiamenti per il battesimo del figlio.
Nel 1628 sentì l'esigenza di approfondire ulteriormente la sua cultura musicale e tornò in Italia. Recatosi nuovamente a Venezia incontrò Monteverdi, figura dominante della vita musicale del tempo, dalle cui opere trasse notevoli suggerimenti stilistici per le sue composizioni future. Duramente colpito nei suoi affetti familiari per la morte della giovane moglie e delle figlie, sensibilissimo alla tragedia della guerra dei trent'anni, si allontanò più volte da Dresda, trascorrendo un periodo al servizio del principe ereditario Cristiano di Danimarca, quindi ad Hannover dal 1639 al 1641 ed infine presso il duca Augusto di Brunswick.
Al ritorno la sua salute già malferma fu ulteriormente provata dall'amarezza destata dalle pietose condizioni in cui versava la cappella di corte a causa dei dissidi tra musicisti italiani e tedeschi.
Nel 1645 raggiunti i sessant'anni avanzò la prima richiesta di essere messo a riposo, richiesta solo parzialmente accolta dall' elettore Giovanni Giorgio I; solo nel 1656 il successore e figlio di Giorgio I concesse all'ultrasettantenne musicista il titolo di "Senior-Kapellmeister" e l'esonero dalle sue incombenze affidandole a due compositori italiani: Giovanni Andrea Bontempi e Vincenzo Albrici. Della sua produzione ci rimangono circa cinquecento composizioni, in gran parte fondate su testi liturgici o devozionali.
Dal 1611 al 1657 Schütz fece pubblicare in tredici volumi le sue opere più importanti, cominciando dal "Primo libro de' Madrigali" composto a Venezia durante gli studi con Gabrieli. Questi madrigali, che già testimoniano una perfetta padronanza dello stile sono l' unica sua opera profana. Seguirono la "Historia Resurrectionis", le "Cantiones sacrae", mottetti pubblicati verso i quarant'anni, le Symphoniae sacrae (pubblicate in tre parti: 1629 1647, 1650) e concerti vari.
Dopo il 1657 non pubblicò più, se non ristampe delle precedenti opere pur continuando a comporre sino agli ultimissimi anni di vita. Esempi illustri di questa produzione tardiva sono le "Sette parole di Cristo" e le Passioni (delle quali tre sono oggi considerate autentiche: la prima è di data incerta, le altre due rispettivamente del 1665 e 1666).
L'intravisto splendore polifonico delle sue composizioni non turbò mai l'esigenza tutta interiore di un contrappunto scarno e tormentato, consapevolmente e altamente germanico, nei momenti più drammatici nella storia del suo Paese.
Ebbe vicini in tale atteggiamento d'interesse per la cultura musicale europea, ma anche di distacco da essa, Samuel Scheidt, caposcuola dell'arte organistica, e Johann Hemann Schein, autore di salmi, e predecessore di Bach nella cattedrale di Lipsia.
Morì a Dresda nel 1672.