I Boston

 

Nel panorama musicale rock, i Boston hanno assunto un ruolo di primaria importanza pur avendo all'attivo solo sei album, pubblicati tra il 1976 e il 2013. L'enorme successo commerciale dei primi dischi, (17 milioni di copie per l'omonimo debut vendute solo negli Stati Uniti) portò la band a divenire un'icona, attuale anche ai giorni nostri: i maggiori hit degli americani come More than a feeling, Peace of mind, Smokin', e Amanda sono di frequente riproposti in radio o utilizzati come colonne sonore, anche in videogiochi. L'ossatura principale della band si forma per l'appunto nella città di Boston, con il polistrumentista Tom Scholz, il chitarrista Barry Goudreau ed il batterista Jim Masdea. In particolare è Scholz il centro gravitazionale: laureato alla prestigiosa Massachussets Institute of Technology, il musicista, oltre ad essere principale compositore della band, dimostrò sin dall'inizio una passione quasi maniacale per l'elettronica e i processi di registrazione e produzione, negli anni 80 fonderà una compagnia, la Scholz Research & Development, per la produzione di amplificatori ed elettroniche, il cui culmine sarà rappresentato dal Rockman, un ampli di buona diffusione che verrà poi rilanciato dalla Dunlop quando quest'ultima acquisterà la società di Scholz. Al nucleo iniziale del gruppo si aggiunse ben presto il cantante e chitarrista Bradley Delp e i quattro registrarono alcune demo in parte nello studio di registrazione che Scholz stava allestendo con i proventi del suo lavoro. Il primo periodo non fu favorevole alla band che vide rifiutati i demo inviati alle compagnie discografiche. La svolta avviene nel 1974, quando alcune tracce dove Scholz suonò tutte le parti strumentali a parte quelle di batteria, inventandosi anche un pedale per creare un effetto "violino" con la chitarra elettrica, vengono notate dal promoter Paul Ahern. Nel frattempo la band era limitata a due membri essendosi allontanati Goudreau e Masdea; il contratto arrivò con la Epic records che tuttavia volle assistere prima di concluderlo una performance "live" (riservata ai soli dirigenti) del gruppo, richiamato Goudreau, furono reclutati Sib Hashian a sostituire Masdea e il bassista Fran Sheehan. Firmato l'accordo, Scholz pretese di registrare i brani che avrebbero costituito il debutto commerciale interamente nel suo studio casalingo, ad eccezioni per le parti vocali di Delp che furono registrate separatamente a Los Angeles. Allo stesso periodo risale la scelta del nome, Boston, dato che il gruppo non ne aveva ancora uno fisso. Il disco d'esordio, enorme successo commerciale, è un masterpiece della storia del rock: un sapiente mix di ballate struggenti, di brani hard rock e AOR, condito da alcuni elementi in grado di far risaltare l'album nel ricco panorama musicale dell'epoca. Innanzitutto il non comune (per il 1976, sebbene in ambito hard rock fosse già stato sdoganato da Thin Lizzy e Status Quo) utilizzo delle due elettriche, spesso a generare duelli (si ascolti Piece of Mind) di grande influenza per l'evoluzione dell'heavy metal; la chitarra acustica di Delp a fare da contraltare al suono più pesante delle elettriche e delle sezioni ritmiche; la voce dello stesso Delp, in grado di raggiungere tonalità molto alte. Infine, oltre all'indubbia qualità delle canzoni, è il sound stesso ad essere eccellente: il disco potrebbe risultare "prodotto" ai giorni nostri, tali sono la qualità, la pulizia e la potenza dei suoni; dovrebbe anche costituire un esempio di ingegneria acustica "da manuale". Ottenuto un successo commerciale senza precedenti, iniziarono le prime frizioni tra Ahern, che spingeva il gruppo a realizzare un nuovo disco, e Scholz, perfezionista che avrebbe voluto molto più tempo per registrare i brani scritti. Nel 1978, a due anni di distanza dal debut, uscirà Don't Look Back, altro eccellente successo di vendite e sicuramente disco di grande qualità. Qualche crepa appare però evidente: la produzione non è così pulita e perfetta come per Boston, la scaletta delle canzoni non è così ben assortita. Ottime la title-track e Feelin' satisfied. Poco tempo dopo l'uscita dell'album, ebbe inizio la prima frattura in seno al gruppo: Ahern e Scholz entrarono in conflitto per diritti d'autore sul materiale scritto, lo stesso Scholz volle rinnovare completamente lo studio di registrazione e dette il "via libera" agli altri membri della band per eventuali dischi solisti. In particolare Goudreau (cui si aggiungeranno Delp e Hashian), registrerà un disco dal sound "bostoniano", troppo per l'opinione di Scholz. I ritardi sulla consegna di un nuovo album spinsero la CBS (titolare del marchio Epic) a intentare causa (poi vinta da Scholz) al gruppo per mancato rispetto dei tempi, Goudreau, Hashian e Sheehan abbandonarono la band. Ci vollero quindi sei anni per dare alla luce la terza fatica, intitolata Third Stage (1986), album parzialmente ricavato da tracce già registrate e per le restanti con il rientrante Masdea ed il chitarrista Gary Pihl. Il disco ottenne la posizione n°1 delle classifiche americane sia come LP che con il singolo Amanda, delicata ballad che segna l'apice dell'album. Dal punto di vista sonoro è un disco diverso dai primi due, più "moderno" (sebbene sia sempre legato agli anni 70) e che alterna parti heavy a parti melodiche (quest'ultime le più riuscite). Dopo l'uscita di Third Stage i Boston intrapresero un lungo tour e iniziarono a lavorare sul quarto disco. Nel 1990 Bradley Delp, visti i tempi "biblici" di Scholz nella produzione e registrazione di nuove tracce, decise di prendere commiato per unirsi alla band di Goudreau, i Return To Zero, venendo sostituito da Fran Cosmo (mentre nel frattempo anche Masdea aveva lasciato il gruppo). Con una lineup rinnovata, Cosmo – Scholz – Pihl più Doug Huffman alla batteria e David Sikes al basso, venne rilasciato nel 1994 il quarto disco, Walk On. Buon successo commerciale, soprattutto grazie al singolo e opener "I need your love" è un disco che si apre con ottimi auspici calando però alla distanza; in definitiva un passo indietro rispetto agli standard del gruppo. Dopo l'uscita di una raccolta, ci vollero ben 8 anni per il quinto album in studio, con vari avvicendamenti nella band tra cui il rientro di Delp. Intitolato Corporate America, il disco si rivelò un "flop" commerciale (139.000 copie vendute negli USA, risultato discreto se considerata l'epoca ma pessimo se confrontato con i precedenti). L'album, che annovera una line-up molto eterogenea probabilmente figlia del lungo periodo di silenzio dalle scene (e dunque registrazioni effettuate in momenti diversi) appare datato, buona la title-track ma nel complesso poco ispirato. Nel 2006 vennero ristampati i primi due album rimasterizzati, mentre il lavoro per la sesta fatica proseguiva, come ormai da prassi, a rilento. L'anno successivo segnò un triste evento con il suicidio di Bradley Delp. Nell'agosto del 2007 un concerto "Tribute" a Bradley Delp vide la partecipazione di tutti i membri e ex membri della band, ad eccezione di Sib Hashian, che si rifiutò di partecipare per contrasti mai sanati con Scholz. Fu una breve parentesi, perché nel 2008 i rapporti tra Goudreau e Scholz si guastarono definitivamente quando il primo partecipò alla campagna elettorale per il repubblicano Huckabee (che utilizzò a più riprese More than a feeling come inno). Il leader dei Boston, dichiaratamente pro-Obama, scrisse una piccata lettera al politico, affermando la paternità assoluta sulla canzone e diffidando chiunque dal riproporla o suonarla. Nel 2013, dopo undici anni da Corporate America, uscì il sesto e fino ad ora ultimo album dei Boston, intitolato Life, Love and Hope. Uno spento e fiacco tentativo di revival (le atmosfere sono meno heavy e più vicine ai primi dischi), bocciato dalla critica e dagli ascoltatori.