Igor Fëdorovich Stravinskij

 

Nato a Oranienbaum, Pietroburgo nel 1882, fu avviato presto agli studi musicali (suo padre era un cantante d'opera) che completò soltanto verso i venticinque anni sotto la guida di un'altro celebre compositore russo, N. Rimsky Korsakov.
Le sue opere giovanili, composte prima della morte del maestro avvenuta nel 1908, sono generalmente influenzate dallo stile di Wagner, Debussy, e Mussorgsky.
L'incontro con l'impresario S. P. Djagilev diede il via a uno dei periodi più fertili e più originali della sua produzione. Ottene il suo primo successo con la rappresentazione a Parigi nel 1910 del balletto "L'uccello di fuoco", seguito l'anno successivo da "Petruska" che venne accolto con eguale entusiasmo. Sempre a Parigi nel 1913 si tenne la prima rappresentazione della "Sagra della Primavera", l'opera che più di ogni altra rappresenta un fenomeno unico nella storia della musica contemporanea. I tumulti che scoppiarono nel teatro impedirono agli artisti di portare a termine l'esecuzione. Quello che sconvolse di più il pubblico era la forza espressiva estremamente violenta di questa musica, unita ad un uso del ritmo veramente inaudito per l'epoca. Queste tre prime opere appartengono al periodo dei "balleti russi".
In seguito Stravinsky si trasferì in Svizzera. Dopo la Rivoluzione Russa, accolta in un primo momento quasi con favore, ma verso la quale si dimostro poi completamente contrario, decise di non tornare nel suo paese e si stabilì a Parigi, dove rimase per molti anni. Qui cominciò la prima delle sue trasformazioni stilistiche, che lo porterà al periodo "neoclassico". Se in opere come "Le Rossignol" (1914) e "Les Noces" (1923) si avvertono ancora echi dell'irruenza espressiva e coloristica delle opere precedenti, già con Pulcinella è chiara l'intenzione di Stravinsky di rifarsi a modi e stili del passato.
I primi anni a Parigi sono caratterizzati anche da nuove relazioni amorose: una prima molto breve con Chanel. Successivamente conoscerà Vera de Bosset, che diventerà poi la sua seconda moglie dopo la morte di Ekaterina Stravinsky, con la quale era attualmente sposato. Nel 1934 ottiene la cittadinanza francese.
Tra le opere più importanti di questo periodo si possono citare il "concerto per violino e orchestra" (1931) il cui modello è chiaramente Bach, "la baiser de la feè" (1928) in cui si rifà a Ciaikovsky. Questo ritorno al passato porterà i critici a coniare l'etichetta di "musica al quadrato" riferendosi alle sue opere neoclassiche. Verso la fine del decennio è molto intensa la sua attività come interprete e direttore: è a capo di numerose orchestre per dirigere le sue opere, ed effettua diverse tourneè che lo porteranno fino in America.
Il 1939 sarà un anno doloroso e decisivo per la sua vita. Segnato dalla scomparsa prima della figlia maggiore e poi della moglie e della madre, si farà ricoverare in un sanatorio. Ma le prime avvisaglie della imminente guerra lo spingono poco dopo ad imbarcarsi per l'America, che diventerà poi la sua nuova patria.
Arrivato là tiene una serie di conferenze ad Harvard, che saranno poi pubblicate con il titolo di Poetique Musicale, opera considerata come il distillato del suo pensiero musicale. Il suo interesse per il jazz (già dimostrato in parte con l'Histoire du soldat) trovera nel nuovo continente nuovi stimoli: nascono così "Tango" (1940) e "Ebony Concerto" (1945), opera espressamente dedicata all'orchestra di Woody Hermann, di cui Stravinsky era un ammiratore. A partire dal 1945, dopo l'incontro con l'editore Ralph Hawkes, si preoccupò di effettuare una revisione sistematica delle sue opere precedenti, soprattutto preoccupato da motivi finanziari e di protezione del diritto d'autore, che fino ad allora non gli era stato riconosciuto, essendo state queste opere pubblicate fuori dagli Stati Uniti.
Vivrà con la famiglia in un lussuoso appartemento di Hollywood. Nel 1948 conosce Robert Craft che resterà suo amico e collaboratore fino alla fine dei suoi giorni. Il suo ultimo periodo creativo è caratterizzato dall'uso delle tecniche di composizione seriali.
Nel 1951 muore Schonberg. Da sempre quest'ultimo e Stravinsky erano stati antagonisti, e si può dire che le loro musiche rappresentano le due opposte tendenze seguite dalla musica del nostro secolo. Ma adesso tutto questo sembra cambiare: Stravinsky ascolta dei brani di Webern e ne rimane affascinato. Tra le sue composizioni del periodo "seriale" si possono ricordare almeno "Agon" (1957), opera di tale freschezza che come dirà Craft "pare scritta da un giovane compositore", e "Threni" sempre del 1957.
Il 1967 segna la sua ultima apparizione in pubblico; da allora la sua salute cominciò progressivamente a peggiorare.
Muore nel 1971 a New York e viene sepolto a Venezia.
Vero dominatore del gusto del nostro secolo, Stravinsky ha raggiunto il massimo della popolarità con i balletti del periodo russo, ma ha sempre accentrato attorno alle proprie opere, tra le quali abbondano i capolavori, l'ammirazione e l'acceso interesse del mondo musicale.