Il suono in gestazione, in età infantile e nell’uomo adulto

 

Si è molto discusso sull'efficacia dell'udito in età gestazionale: il feto può realmente percepire suoni e rumori, e trarne giovamento? L'ascolto di musiche scelte, può aiutare la madre a sopportare meglio le tensioni della gravidanza? E ancora, il bimbo può essere tranquillizzato dall'ascolto di melodie o dalla semplice pulsazione del cuore della madre? E quali effetti si possono registrare su un uomo adulto, sia sano che ammalato?
In gestazione.
L'ovulo fecondato è già in contatto con le pulsazioni del cuore materno, con i movimenti uterini e addominali e respiratori. Il suo istinto vitale è in relazione con i battiti del cuore materno che invia il sangue attraverso il cordone ombelicale. Al sesto mese l'embrione ha completato lo sviluppo dell'apparato uditivo e percepisce i suoni trasmessi attraverso il liquido amniotico. In particolare è sensibile alla voce della madre. Questoè confermato anche dalle esperienze di Benenzonche riferisce del caso di una madre,molto angosciata a fine gravidanza, la quale si calmava ascoltando Madame Butterfly. L'ascolto dello stesso fu la sola cosa che calmasse i pianti del bimbo dopo la nascita. Lo stesso tipo di esperienza è stato ripetuto da Fejio con un brano di Prokofiev tratto da "Pierino e il lupo", che veniva diffuso sul grembo della madre mentre essa si trovava in stato di rilassamento. Le risposte del feto venivano registrate. Dopo la nascita, e fino all'età di tre anni, si è rilevato che l'ascolto di tale brano provocava sul bambino un effetto calmante ed un improvviso rilassamento.
Un'altra esperienza interessante è quella dei ricercatori Sontag e Wallace, che provocarono un'accelerazione cardiaca in un feto di quasi nove mesi, per mezzo di uno stimolo sonoro ritmato applicato sulla parete addominale della madre. In altre parole, il suono influenza grandemente la vita prenatale. La musica ascoltata dalla madre in fase di gravidanza è molto importante perchè fornisce al feto una serie di sensazioni affettive, più è varia la proposta della selezione musicale e più il feto avrà la capacità di crearsi una sorta di "rivestimento sonoro prenatale" che diventa tutt'uno con l'ambiente nutritivo.
Sul neonato.
L'effetto del suono e della musica sui neonati desta un profondo interesse tra i ricercatori. Diffondendo in un asilo nido, il suono di una pulsazione cardiaca, si è scoperto che calmava il pianto dei neonati. Questo sembra essere messo in relazione con la ricerca, da parte del neonato, di inserire un suono mancante nel nuovo ambiente (nel caso particolare, il battito cardiaco della madre che lo accompagna durante la gestazione).
Tomatis, ci dimostra che il neonato riconosce la voce della propria madre (e solo quella) filtrata in modo da simulare un ambiente acquatico (amniotico). Grazie all'orecchio elettronico, apparecchio da lui stesso messo a punto, fa ascoltare a questi bambini la voce della propria madre inizialmente filtrata (come nell'utero) assieme alla musica che l'accompagnapoi, a poco a poco, sottratta al filtro secondo un percorso uditivo che varia di caso in caso, fino a culminare con il parto sonico, quando la voce della madre diventa più identificabile.Dice ancora Tomatis:"sentire è un atto fisiologico; ascoltare , un atto psicologico. E' l'ascolto che fa l'uomo; pensiero e ascolto non si dissociano. Se i rapporti familiari sono cattivi, se si verifica un dramma nella vita di coppia, o più semplicementese la madre non ha abbastanza nutrito il bambino con il suo linguaggio psicologico, egli rischia di essere uno psicotico o un dislessico, un autistico, un sordo, un balbuzienteBenenzon, rileva che il bambino succhia il latte materno con maggiore tranquillità se il suo orecchio è appoggiato sul lato sinistro del corpo della madre, in modo da poterne udire meglio il battito cardiaco.
Risulta evidente che il neonato subisce una sorta di imprinting da parte delle pulsazioni cardiache della madre e che la voce della stessa, assieme al cibo, costituisce un bisogno essenziale.
Sull'uomo.
In Giappone, un campione di 120 donne è stato sottoposto ad un trattamento acustico a base di musica diffusa in ambiente ed in cuffia. Si è riscontrato che la lattazione su queste pazienti è aumentata della metà per quelle trattate con musica diffusa e del doppio per quelle trattate con musica in cuffia. L'esperimento è stato condotto utilizzando brani di musica classica (la musica sincopata ha invece provocato l'effetto contrario).
Il fisiologo francese Féré de la Salpetriere fu il primo a misurare l'influenza del suono/musica sull'organismo umano, osservando che sono soprattutto gli stimoli ritmici a fare aumentare il rendimento corporeo e la resistenza muscolare. Di seguito una lista dialcuni esperimenti ed osservazioni effettuati in questi ultimi anni:
- Maller: il rullo di tamburo aumenta il flusso di una vena aperta.
- Dogile: l'uomo reagisce agli stimoli sonori con un'accelerazione del cuore e un'aumento della pressione arteriosa.
- Patrici: influenza della musica sulla circolazione sanguigna cerebrale.
- Ospedale Saint Joseph (New York) servizio cardiologia: il tasso di mortalità nei cardiopatici gravi si riduce notevolmente con l'utilizzo della Musicoterapia.
Esperienze multiple circa l'influsso di un'audizione musicale sulla respirazione, che può risultare sia accelerata che rallentata. Metera (Polonia) ha presentato alcuni lavori relativi all'influenza della musica sul consumo d'ossigeno e sulla resistenza delle vie respiratorie.
- Gabai e Jost hanno osservato su alcuni tracciati dei segni di pre sonno e di sonnolenza una scomparsa del ritmo alfa che riappare al termine dell'audizione musicale.
- Oswald, Taylor e Treisman hanno indotto un sonno profondo su alcuni volontari e praticato un elettroencefalogramma mentre essi dormivano. Contemporaneamente diffondevano una registrazione di diversi brani musicali, uno dei quali era particolarmente amato dal paziente. Nel momento in cui compariva quel brano, benchè il soggetto dormisse, si produceva sull'EEG un'onda esclusiva a questo stimolo chiamata complesso K.
La musicoterapia permette di ottenere, oltre al rilassamento e alla scomparsa dell'ansietà:
- Una diminuzione o una soppressione della salivazione.
- Una diminuzione o un'arresto delle emorragie.
- Una scomparsa delle nausee.
- Una diminuzione della fatica a tenere la bocca aperta (dentisti...).
- Una diminuzione della dose di anestetico da usare.
Esperienze biochimiche dimostrano che, con determinati suoni, si può alterare la biosintesi del DNA e dell'RNA che sono gli elementi fondamentali della vita cellulare.
Si può concludere, su una base sperimentale tanto solida quanto variata, che il suono/musica svolge un'azione sul corpo intero, compresi gli elementi fondamentali della cellula vivente.

 

Lorenzo Pierobon