John Cale

 

John Cale nasce nel 1942 in un paese del sud del Galles. La sua adolescenza è quella di un bambino prodigio del pianoforte e della viola, capace di eseguire già all'età di otto anni originali composizioni nientemeno che alla BBC di Londra. All'inizio degli anni '60 si avvicina alla musica d'avanguardia e, grazie ad una borsa di studio, si trasferisce nel 1963 a New York, dove partecipa ad un recital di 18 ore insieme a John Cage, uno dei padri della musica sperimentale.
Nel 1964 Cale diventa membro del gruppo minimalista di LaMonte Young, The Dream Syndicate, il cui stile è caratterizzato dall'improvvisazione e dalla valenza "mistica" del suono, un modo di fare musica che Cale trasmetterà alla band di Lou Reed.
Infatti nella metà degli anni '60 Cale fonda, insieme a Lou Reed e al chitarrista Sterling Morrison, il leggendario gruppo The Velvet Underground. Reed diventa subito il leader del gruppo nonché autore delle canzoni, mentre Cale il cruciale ideatore del sound della band. Ma nel 1968 anche Cale, come tempo prima Nico e Warhol, viene allontanato dalla band da Lou Reed e sempre per il medesimo motivo: l'ego di Lou mal si accorda con il talento ingombrante di Cale. I Velvet avrebbero continuato a fare grande musica (sebbene di tono più commerciale) ancora per un paio d'anni, anche se oramai ogni velleità sperimentale risulta frustrata dall'assenza di Cale.
In ogni caso il musicista, anche senza Reed, non rimane certo con le mani in mano: nel 1969 produce il gotico Marble Index di Nico e l'album debutto degli Stooges.
Ma è nel 1970 che Cale decide di incidere il primo album solista: pubblica l'album folk-pop Vintage Violence, uno dei suoi lavori migliori, lontano dagli eccessi sperimentali che, peraltro, affioreranno nel suo lavoro successivo The Church of Antrax (1971), un lavoro puramente strumentale dai ritmi martellanti e da linee melodiche che risentono del free jazz e del rock, scritto in collaborazione con il compositore minimalista Terry Riley.
Per tutta la decade Cale pubblicherà numerosi album rock sempre innovativi e audaci quali Fear (1974), Slow Dazzle e Helen of Troy (1975), sorprendendo il mondo musicale anche con le sue esibizioni provocatorie (indossa on stage sgargianti abiti teatrali, compiendo atti di contestazione politica). Tra i suoi numerosi live, è da ricordare almeno il concerto tenuto il 1 giugno 1974 al Rainbow Theatre di Londra insieme a Kevin Ayers, Nico e Brian Eno.
Negli anni '80 Cale rallenta la sua produzione (Music for a New Society, 1982; Artificial Intelligence, 1985 entrambi lavori di impostazione sinfonica, dove Cale tenta di elaborare un linguaggio capace di sintetizzare lo stile classico ed il rock) fino a Wrong Way Up (1990), un album dove il rock si tinge di suoni elettronici ed etnici, lavoro realizzato insieme al virtuoso del sintetizzatore Brian Eno (con il quale aveva già lavorato curando alcuni album di Nico).
La morte di Andy Warhol (manager dei Velvet Underground) segna una breve riconciliazione con Lou Reed, suggellata dall'uscita dello splendido Songs of Drella (1990), un ciclo di canzoni scritte proprio in omaggio all'amico scomparso. Il successo dell'album, un lavoro dove lo stile classicheggiante dello scozzese si equilibra perfettamente con il rock di Reed, contribuisce ad appianare le antiche divergenze tra i due, che nel 1993 decidono di ricompattare i Velvet e di compiere un tour live europeo. Questo evento musicale (bocciato dalla critica) fa riaffiorare i dissapori tra Cale e Reed: i due giurano definitivamente di non lavorare più assieme. Ma la morte di Sterling Morrison nel 1995 sembra ancora una volta riavvicinare i due artisti, che difatti suonano assieme quando i Velvet Underground vengono inclusi nel Rock & Roll Hall of Fame nel 1996.
Negli anni '90 Cale produce ancora ottimi lavori quali The Last Day on Earth (1994), un ciclo di canzoni scritte per uno spettacolo teatrale, nel 1996 rientra in maniera squillante con uno dei suoi dischi migliori, "Walking on locust". Nel 1998 pubblica in America una sua autobiografia, What's Welsh for Zen in cui l'artista descrive, con uno stile chiaro e ironico, i momenti cruciali della sua lunga carriera e del suo stile di fare musica.
Seguono la raccolta "The Island Anthology", "John Cale 5 tracks" e "Hobor Sapiens", ultimo prodotto discografico.