Le amicizie maschili di Schubert

 

Gli studi recenti su Schubert si sono concentrati, in modo piuttosto frustrante, sulla questione che Maynard Solomon chiama "il suo orientamento sessuale primario". La supposta adozione da parte di Schubert di un'identità omosessuale alienata in un regime viennese moralmente repressivo è stata vista come una chiave interpretativa della natura della sua vita sociale. Il primo problema è che le prove in una direzione o nell'altra sono così esigue che il dibattito critico si è infarcito di fraintendimenti tendenziosi. C'è una quantità di prove sull'interesse di Schubert per le donne: la maggior parte in memorie tarde (la qual cosa solleva ragionevoli sospetti riguardo la loro attendibilità), ma alcune nella forma più diretta di diari e lettere. La sessualità nella cerchia di Schubert è difficile da interpretare. Il tono e la struttura platonica di un ambiente di formazione (giovani uomini indirizzati alla virtù da quelli più vecchi) andava di pari passo con relazioni personali intensamente romantiche.
È il contesto culturale di questa intensa amicizia maschile che deve essere compreso, se si intendono svelare le dinamiche della cerchia di Schubert. Nel contesto della reazione Biedermeier e delle politiche sessuali ed economiche della Vienna postbellica, quale significato avevano questi forti legami maschili? Che per gli uomini intorno a Schubert il matrimonio fosse una questione rischiosa e complessa è chiaro: alcuni se la spassavano con le donne come Schober, altri si sposarono molto tardi come Vogl, altri non si sposarono affatto come Bauernfeld; altri ancora, come Schubert, almeno in apparenza rimpiansero l'impossibilità di un matrimonio che offrisse una buona compagnia. La religiosità delle donne era un problema ("Perché non sposi il Papa?" chiese Schwind alla sua fidanzata); i mezzi economici inadeguati un altro. Lo Stato, come emerge chiaramente dallo studio di Rita Steblin, era fortemente interessato al matrimonio visto come fondamento dell'ordine morale e sociale, vietandolo a coloro (incluso, forse, Schubert) che non potevano dimostrare di possedere la sicurezza finanziaria necessaria per assumersi tale impegno.
L'orientamento critico interessato agli aspetti psicologico-sessuali è centrale nell'opera di Susan Youens, compreso il suo ultimo libro su Die schöne Müllerin, uno studio molto approfondito sulle versioni del mito del mugnaio nella poesia e nella musica tedesche. Al centro della sua visione del ciclo poetico di Wilhelm Müller, sia pure plasmato dal compositore ai propri fini drammatico-musicali, c'è un giovane mugnaio androgino, turbato dalla civetteria della mugnaia e minacciato dalla rude sessualità del cacciatore. Il tema di sesso e morte che pervade il ciclo è inevitabilmente, e giustamente, associato con la sifilide contratta da Schubert poco prima di comporre il ciclo liederistico. Ma in tal modo si trascura la possibilità di leggere in Die schöne Müllerin un'inquietudine sociale, si potrebbe dire perfino di classe. Una delle storie predilette dalla cerchia di Schubert riguardava il suo esame di ammissione per la scuola di coro a Vienna: secondo le prese in giro Schubert, a causa dei limitati mezzi economici della famiglia, si era presentato indossando un abito inadatto di un pallido blu dai riflessi biancastri, che lo faceva sembrare "il figlio del mugnaio". Per quanto la storia sia un mito, il fatto che sia stata tramandata rende drammatica una verità su Schubert. I suoi amici erano di un ceto sociale un po' più elevato del suo. Lui trascorse buona parte della sua vita sociale e professionale a negoziare la sottile differenza tra il venire trattato con condiscendenza e il ricevere aiuto di mecenati, pieno di fascino e goffaggine, perfino di rabbiosa scortesia in egual misura. Non è allora improbabile che un ciclo di poesie in cui un apprendista mugnaio pagato a giornata corteggia la giovane figlia del proprietario di un mulino, per poi vedersela portar via da un cacciatore che gode di pieni diritti per nascita, potesse esercitare un particolare fascino sul giovane mugnaio socialmente insicuro presente in Schubert, tanto quanto le ironie musicali dell'uomo dell'organetto di Barberia possono averlo attirato di nuovo irresistibilmente alle poesie della Winterreise di Müller.
Se questa è una piccola nota alle interpretazioni di Die schöne Müllerin, si può andare oltre. Solo osservando l'ambiente di Schubert in tutti i suoi aspetti specifici otterremo quella che Leon Botstein chiama "una conoscenza più articolata degli aspetti universali del genio di Schubert". Il Romanticismo di Schubert, nelle parole di Schumann, non era "cresciuto dall'aria fina"; era costruito a partire dalle specifiche condizioni - sociali, intellettuali e materiali - dell'ambiente asburgico. Una città, Vienna, in cui isole di rusticità desolata galleggiavano nel mare di un'invadente urbanizzazione; in cui popolazione e mortalità stavano toccando nuovi picchi, facendo del corpo un nemico, una città in cui medievale e barocco gareggiavano in splendore. Le percezioni del tempo (vera materia della musica) stavano cambiando radicalmente, sia su grande scala, mentre la nuova geologia faceva le sue scoperte, sia giorno per giorno, mentre l'etica capitalistica si arroccava sulle sue posizioni. Anche la percezione della natura mutava, nel momento in cui gli spazi verdi sparivano da una città in espansione e la vita rurale veniva idealizzata. Le lettere di Schubert durante il suo viaggio a piedi nell'estate del 1825 mostrano quanto fosse affascinato dal sublime del paesaggio montano, un emblema di quello che lui chiama "natura terrifica". Questo terrore si insinua nei suoi Lieder, con un'ambivalenza riguardo la natura, che a volte è personificata - come benefica o ferocemente ostile - oppure, pensiero più cupo, è cieca e insensibile.

 

Ian Bostridge (da www.sistemamusica.it)