L'organo a bocca

 

Classificazione: aerofono ad ancia libera.
Materiali di costruzione: una piccola zucca vuota e cinque canne corte di bambù.
Provenienza: Thailandia.
In disuso in Corea, nel Laos è invece strumento nazionale.
Chi l'avrebbe mai detto? Questo strumentino è l'antenato, anzi, il capostipite delle nostre fisarmoniche, armoniche a bocca, armonium e simili. Infatti, l'uso dell'ancia libera era ignoto alla tradizione musicale europea fino all'arrivo di un organo a bocca a Parigi a metà del Seicento. Le ricerche compiute ne documentano la conoscenza in Estremo Oriente da almeno tremila anni: praticamente, ogni Paese ha il proprio organo, chiamato naturalmente con nomi diversi: Sheng in Cina, Sho in Giappone, Khen o Kaen nel Sudest asiatico e così via. Anche le forme, ovviamente, sono le più diverse, pur mantenendosi identico il principio costruttivo. Si va, infatti, dal minuscolo modello thailandese a cinque canne (lunghezza minima 10 cm., massima 26), allo spettacolare organo vietnamita e laotiano alto anche tre/quattro metri, o agli organi cinesi, non così alti, ma provvisti di diciassette canne per realizzare un maggior numero di effetti polifonici.
Anche i contesti di utilizzo dell'organo a bocca sono abbastanza diversificati, segno questo della versatilità dello strumento.
In Thailandia, per esempio,accompagna i funerali; in Giappone, invece, fa parte dell'orchestra gagaku; nel Laos, infine, si suona durante gli spettacoli di teatro tradizionale.
La tecnica di costruzione è relativamente semplice: innanzitutto si sceglie il serbatoio d'aria, che nel caso dell' organo qui illustrato, è ricavato da una zucca svuotata, mentre in Cina e Giappone si fabbricano veri e propri contenitori di legno laccato a forma di teiera. Sul serbatoio vengono poi innestate le canne di bambù: su due file come in Indocina o in cerchio come in Estremo Oriente. In questi ultimi modelli, una o due coppie di canne hanno solo funzione estetica, pertanto sono mute. Un discorso particolare meritano le ance: negli strumenti più arcaici, come questo in figura, sono idioglotte, cioè ritagliate dalla canna; in quelli più recenti, al contrario, le ance sono metalliche, perfino d'argento, ed applicate alle canne. Alcune gocce di cere animali servono a regolarne l'intonazione.
Date le numerose varianti locali, e secondo l'abilità del costruttore, l'organo a bocca può avere moltissime accordature. Grazie all'ancia libera, ogni canna produce due suoni, uno per inspirazione ed uno per espirazione.
La vibrazione dell'ancia si ottiene per occlusione di appositi fori per le dita che si trovano, di solito, lateralmente alle canne, le quali, di conseguenza, devono essere rivolte verso l'alto.
I suoni dell'organo a bocca thailandese sono i seguenti (le canne sono numerate dall'1 al 5 dalla più lunga alla più corta):
a) espirando: 1-mib4; 2-sib3; 3-fa4; 4-sol4; 5-sib4;
b) inspirando: inspirando dolcemente, tutte le canne tendono a produrre il sol4. Inspirando con maggior forza, emettono suoni doppi, in particolare: 1-mib4–sol4; 2-sib3–sol4; 3-fa4–sol4; 4-fa#4–sol4; 5-un debolissimo la4.
Combinando diteggiatura e respirazione, si creano polifonie di complessità variabile e sicuramente interessanti per chiunque voglia conoscere questo strumento dalla voce dolce e sottile.