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Mark Knopfler

 

Ci sono chitarristi che lasciano un segno profondo nella musica rock indipendentemente dalla loro abilità tecnica. Artisti come Jimi Hendrix, B.B. King, Carlos Santana, Pat Metheny, oppure Eric Clapton, hanno tutti imposto un proprio stile personale, riconoscibile al primo ascolto. Mark Knopfler appartiene a questa categoria di eletti.
E' indubbiamente uno dei chitarristi più originali degli ultimi vent'anni e uno di quelli che meglio hanno assimilato l'essenza del blues e del country-rock. Knopfler suona da sempre con i polpastrelli di pollice, indice e medio, senza plettro, mantenendo anulare e mignolo appoggiati alla cassa. Anche dal punto di vista timbrico la chitarra di Knopfler possiede un'originalità assoluta, con un suono pulitissimo. "Una volta che impari il fingerpicking sulla chitarra acustica", dice lo stesso Mark, "cambia il modo in cui suoni la chitarra elettrica. Così ho iniziato a suonare la Stratocaster in modo meno distorto differenziandomi dai molti chitarristi che suonano heavy tutto il tempo".
Conosciuto da tutti come il pregevole, delicato e mellifluo chitarrista fondatore dei Dire Straits, Mark Knopfler può vantare una ricca carriera anche come solista. Anzi, è proprio in questa veste che ha sviluppato nell'ultimo decennio un repertorio quanto mai ricco, intenso e davvero di qualità.
Nato a Glasgow, Scozia, il 12 agosto 1949, Mark Knopfler si è dedicato inizialmente all'insegnamento scolastico; poi la musica nella sua vita ha prevalso, diventando da puro passatempo ad attività professionale. Sul finire degli anni '70 fonda i Dire Straits, gruppo diventato di culto e dei cui pezzi storici oggi ("Sultans of swing", "Tunnel of love", "Money for nothing", solo per citarne alcuni), anche se talvolta passano per le radio, si sente spesso la nostalgia.
La sua carriera solista si sviluppa parallelamente all'impegno del complesso a partire dal 1983, quando scrive la colonna sonora del film "Local hero", di David Puttnam. I lavori successivi lo vedono scrivere le colonne sonore di "Cal, comfort and joy" e, insieme a Guy Fletcher dei Dire Straits, di "The princess bride". Importante anche il lavoro fatto da Knopfler come produttore: lo si vede dietro il desk per Bob Dylan ("Infields", 1983), Randy Newman, Willy (Mink) DeVille, Aztec Camera e Tina Turner.
Nel corso degli anni '80 lo straordinario ma umile musicista non produce molto al di là dei Dire Straits; nel 1989, in compagnia degli amici Brendan Croker e Steve Phillips, pubblica però un delizioso album in stile retrò sotto il nome di "Notting Hillbillies".
Gli anni '90 vedono Knopfler diradare molto i suoi impegni discografici, collaborare con il grande chitarrista Chet Atkins per un album a nome di entrambi e partecipare a diversi progetti di altri artisti, oltre a pubblicare nel 1996 l'album solista "Golden heart". Con il nuovo millennio, dopo un periodo di silenzio interrotto soltanto dal lavoro per alcune colonne sonore, l'attività solista dell'ex(?) Dire Straits si intensifica: il suo secondo album solista intitolato "Sailing to Philadelphia" è un buon successo commerciale per una musica non facile. A due anni di distanza segue una nuova prova discografica, "The ragpicker's dream". Entrambi gli album, specialmente quest'ultimo, evidenziano l'amore di Mark Knopfler per la mitologia e le sonorità tradizionali americane.
Il suo ultimo lavoro è il disco "Shangri-La" uscito nel 2004.