Mimmo Rotella

 

Rimasi impressionato dai muri tappezzati di affissi lacerati. Mi affascinavano letteralmente, anche perché pensavo allora che la pittura era finita e che bisognava scoprire qualcosa di nuovo, di vivo e di attuale. Sicché la sera cominciavo a lacerare questi manifesti, a strapparli dai muri e li portavo in studio, componendoli o lasciandoli tali e quali erano. Ecco come è nato il décollage. La maggior parte dei miei décollage, sono presi come li ho trovati, già lavorati dall'uomo della strada e dalle intemperie.
("Rotella '77", Il Collezionista Ed., 1977)
In Francia, alla fine degli anni '60 si sviluppa una corrente chiamata Nouveau Réalisme (simile per certi aspetti alla Pop Art negli Stati Uniti), Mimmo Rotella è l'unico italiano presente. Gli esponenti di questa corrente - come i dadaisti - recuperano materiale d'uso comune, strumenti musicali, manifesti, quotidiani lacerati, ferraglia di macchinari vari, e li elaborano in modo da renderli esteticamente fruibili, proprietà, per i nouveaux réalistes, che era già allo stato latente.
L'ironia diventa uno strumento di comunicazione: Christo impacchetta ogni cosa, Jean Tinguely mette in moto macchine ribelli, Arman crea composizioni di forchette, o altro, e le racchiude dentro cornici, Yves Klein, dipinge di blu ogni cosa, creando uno spazio senza limiti.
Mimmo Rotella elabora brandelli di cartelli pubblicitari, cogliendoli dalle strade piene di colori, popolate da immagini effimere, provvisorie, cartacee. Le informazioni dei messaggi pubblicitari, si perdono con la sovrapposizione dei manifesti, e acquisiscono, tra lacerazioni, strappi, affioramenti delle figure stratificate, un valore estetico. Da qui nasce la "poetica del relitto." (Argan)
La sottile qualità estetica dei suoi décollages, è una proprietà che Rotella nega come fine o esigenza, intenzione dell'artista è, invece, ricostruire la vita urbana all'interno del proprio studio o del museo. Dichiarò diversi anni fa: Strappare i manifesti dai muri è l'unica rivalsa, l'unica protesta contro una società che ha perduto il gusto dei mutamenti e delle trasformazioni strabilianti.
Concludiamo il breve profilo dell'artista con una citazione di Maurizio Fagiolo Dell'Arco (tratta da "ROTELLA" - maestri contemporanei, ed. Vanessa 1977):
Mimmo Rotella è anche l'involontario cronista degli ultimi vent'anni, l'occhio-verità, il flash nella camera oscura del cervello. I suoi quadri composti di manifesti strappati in funzione d'una certa forma o d'un certo colore li guardiamo oggi anche come accumulazioni (l'inconscio conta pure qualcosa) delle nostre recenti mitologie: Marilyn e la birra bionda, la religione e il porno-cinema, il video e la lotta politica... Il tutto però è come filtrato dal gesto, violento e goloso allo stesso tempo, di un artista che vuole soltanto quello che sa.

 

Isabella Mei