Paolo Aralla

 

Paolo Aralla (Lecce, 1960) inizia gli studi musicali nella sua città e si diploma in Composizione presso il Conservatorio “G.B.Martini” di Bologna. Fondamentali per la sua formazione artistica risultano gli incontri con Marcel Couraud, con il quale approfondisce lo studio e l’analisi del repertorio sinfonico-corale, e con Franco Donatoni con il quale studia presso l'Accademia Chigiana di Siena (Diploma di Merito e Borsa di Studio SIAE nel 1987) e l’Accademia Nazionale di S.Cecilia in Roma. Si segnala vincendo fra l’altro nel 1990 il primo premio al concorso internazionale “Gaudeamus” di Amsterdam (Déjà per violino, clarinetto basso, pianoforte), il secondo premio al concorso internazionale “C. Togni” di Brescia (ASKE-II per quartetto per archi) e nel 1995 il terzo premio al concorso internazionale “Contilli” di Messina (The Waves per violino e orchestra). Nel 1997 viene selezionato dal Comitato di Lettura dell’Ensemble Intercontemporain e ottiene la commissione di un lavoro per piccola orchestra: Maree: quaderno primo. Riceve inoltre commissioni dalla Fondazione “Arturo Toscanini”, dal Teatro Comunale di Bologna e dalla Fondazione “Gaudeamus”.
Lavora nel campo dell’informatica musicale e dal 1994 collabora con lo studio MM&T di Milano, realizzando le parti elettroniche di alcuni suoi lavori (Die gestundete Zeit per due pianoforti, due percussioni, nastro magnetico ed elaborazione elettronica dal vivo [1994]; Come per una terra azione scenico-musicale su testi di I. Bachmann,
G. Ritsos e antichi canti del Salento per voce su nastro, flauto solista, soprano e ensemble del 1995; Studio sul blu per percussione concertante, nastri e orchestra, del 1996-97). Nell’autunno 1997 frequenta uno stage di informatica musicale presso l’IRCAM di Parigi. Dallo stesso anno insegna Fuga e Composizione presso il Conservatorio della sua città.
La musica di Paolo Aralla oscilla continuamente fra «mentale volatilità di un’immagine sonora e corporea pienezza del suono». Dopo Moderé (1991) la sensibilità verso la vita formale delle immagini musicali si accresce di consapevolezza coniugandosi con l’indagine sul parametro armonico. Le immagini divengono metafore di altre immagini che scaturiscono da una libera associazione donando «linfa vitale» alla musica. Il tempo torna ad essere nuovamente elemento attivo, luogo della memoria e luogo della forma.

 

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