Pascal Dusapin

 

Pascal Dusapin (Nancy 1955) non segue un percorso formativo consueto. Innamorato fin da bambino del suono dell’organo, subisce uno choc ascoltando Arcana di Varèse. Di lì s’interessa in maniera sempre più sistematica alla musica, oltre che alla filosofia e alla letteratura che studia in Università. Diventa libero uditore nella classe di Olivier Messiaen. Diventa in seguito allievo di Iannis Xenakis e si perfeziona nel ’79 con Ivanka Stoïanova e Franco Donatoni, iniziando a dar vita a un catalogo estremamente ampio e articolato, dentro il quale si intravede sempre più chiaramente la molteplicità dei suoi interessi e delle influenze stilistiche, che spaziano dalla musica rinascimentale al jazz.
Oggi rappresenta una voce a suo modo isolata nel peraltro ricco panorama della musica francese contemporanea. Non s’è infatti mai “accasato” presso i principali “salotti” gallici attuali, siano la Cité de la Musique governata da Boulez o il circolo degli autori cosiddetti “spettrali”, ma ha tirato dritto per la sua strada, che è strada segnata da uno squisito magistero artigianale e strutturalmente rigorosa, che sa stabilire un codice di comunicazione con il pubblico senza tuttavia attestarsi su poetiche risapute o consolatorie.
A testimoniare tutto ciò è un catalogo decisamente rigoglioso, che comprende quattro titoli teatrali, un’ampia serie di pezzi cameristici ma soprattutto un cospicuo numero di lavori orchestrali, essendo l’orchestra – sempre “lavorata” su un piano squisitamente acustico – il medium più congeniale al musicista. Non v’è dubbio infatti che l’ottima qualità dell’orchestrazione costituisca l’aspetto più rilevante della musica di Dusapin, che sa amalgamare, isolare, raggruppare in fasce i suoni con una perizia e un gusto difficilmente confutabili.

 

Da www.milanomusica.org