Peter Gabriel e Kate Bush

 

Immagino di non essere l'unica che ancora ricorda e apprezza la musica di questi due grandi artisti inglesi. Come dimenticare le performances concertistiche di Peter Gabriel con canzoni come "Shock The Monkey", "Sledgehammer" e "Steam"? Oppure gli incredibili vocalizzi di Kate Bush in "WutheringHeights", "Babooshka" e "Running Up That Hill"?
Che relazione mai può esistere tra questi due geniali artisti e la letteratura fantastica? A prima vista, dovendo puntare il dito su qualcuno, verrebbe da dire che Kate Bush è lo spiritello dei boschi, quella che si ispira a leggende romantiche e storie sentimentali, mentre Peter Gabriel è lo stregone tecnologico: i suoi video sono futuristici e i suoi dischi sono stati precursori della musica generata dal computer.
Si potrebbe essere tratti in inganno dal fatto che Peter Gabriel ha prodotto CD-ROM di successo come Xplora! e EVE, ricchi di idee innovative e originali, oppure per il suo contributo determinante alla realizzazione del più grande parco di "divertimento intelligente", il Millennium DOME (se passate per Londra, fateci un salto, ve lo consiglio!). Kate, invece, ha iniziato la sua carriera proponendosi al pubblico con "Wuthering Heights" nelle vesti del fantasma di Cathy, eroina di "Cime Tempestose" il romanzo di Emily Brontë per molti classica storia di amore, passione e romanticismo (per me trasuda sentimenti negativi come la gelosia, l'odio e la vendetta, già questo lascia intuire quali sono le vere aree su cui lavora Kate!), oppure, pochi anni più tardi, come la bellissima dea guerriera Babooshka.
Le apparenze potrebbero ingannare. In realtà Kate Bush è molto attratta dalle storie forti, il macabro è il suo pane, mentre Peter Gabriel si lascia facilmente travolgere dalle emozioni e le sue canzoni sono più spesso versi di sentimenti e di speranza che vere e proprie storie.
Nel caso di Peter Gabriel, molte sue canzoni sono state ispirate da libri di poesie: quelle di Anne Sexton per "Mercy Street" (una donna che, per uscire dalla depressione, inizia a scrivere poesie bellissime) e di Dylan Thomas per "The Family and the Fishing Net" (in cui la cerimonia tribale del matrimonio - la "rete da pesca"- assomiglia più a un rito woodoo che a una piacevole festa), gli haiku - un'antica forma di poesia giapponese - per "Lead a Normal Life"; oppure da libri sulla psicanalisi: "Ricordi, sogni, riflessioni" di Carl Gustav Jung per "The Rhythm of The Heat" (il grande pensatore svizzero che si spaventò durante un rito per la fertilità e pagò i percussionisti perché smettessero di suonare) e "Il Mondo Incantato" di Bruno Bettelheim, sui risvolti psicologici e gli insegnamenti delle fiabe, per "Kiss That Frog" (nel nostro caso, quando il sesso può sembrarci un rospo ripugnante o un bellissimo principe). Anche gli avvenimenti di cronaca che l'hanno maggiormente sconvolto, non mancano di apparire nelle sue canzoni: "Biko" su tutti (l'omicidio di Stephen Biko, attivista antiapartheid sudafricano, avvenuto nel 1977), ma anche "Family Snapshot" (l'attentato al governatore americano Wallace ad opera di Arthur Bremner, come descritto nel libro "Diary of an Assassin"), "Le Vie dei Canti" di Bruce Chatwin per "US", oppure i rapporti annuali di Amnesty International per "Wallflower", delicatissima canzone sulla situazione dei prigionieri politici e dei desaparecidos - questo in tempi in cui i vari Sting, Geldof e Jovanotti ancora non si interessavano all'argomento. "Wallflower", nel 1982, era un inno di speranza per tutti coloro che erano ufficialmente "scomparsi" e che, all'insaputa di tutti, marcivano in qualche galera di un governo oppressore.
Discorso a parte merita "We Do what We're Told" tratto direttamente dal libro di Stanley Milgram "Obedience to Authority". Il titolo originale della canzone era "Milgram's 37", ovvero "i 37 di Milgram". Milgram era uno scienziato che studiava il comportamento delle persone in relazione all'obbedienza all'autorità. Il suo esperimento consisteva nell'ordinare ad alcune persone di punire degli studenti legati in una stanza e con degli elettrodi attaccati al petto. Per ogni errore che gli studenti facevano queste persone premevano un pulsante che provocava una scarica elettrica. Più errori facevano e più aumentava il voltaggio. Naturalmente gli studenti erano attori che fingevano di soffrire molto, ma ciò non toglie che su 40 persone 37 avrebbero obbedito all'ordine di uccidere gli studenti pretendendo di non avere nessuna responsabilità nella morte di quelle persone. E questo perché stavano semplicemente facendo ciò che gli era stato detto di fare. Il nuovo titolo della canzone è infatti "We do what we're told" ("noi facciamo quello che ci viene detto").
"Our Desire to Kill" è stato il sasso lanciato nello stagno dei pensieri di Peter per "Digging in The Dirt", il fatto di scavare nello sporco e far venire alla luce i sentimenti violenti e rabbiosi, repressi troppo a lungo con il rischio di esplodere senza controllo. Infine, sono le terribili foto apparse su "Dispatches" a provocare le ire della censura inglese per "Games Without Frontiers". Il verso tagliato parlava di una di quelle foto: un soldato che urinava su di un cadavere. Poco da dire, un bel panorama sul peggior lato dell'animo umano.
In quanto a sentimenti negativi, Kate Bush resta imbattibile nella sua produzione di testi macabri, a volte di uno humor inglese nero come la terra di un cimitero. Non dimentichiamo che lei stessa ha dedicato ai film dell'orrore una canzone come "Hammer Horror" e il titolo di un'altra sua canzone ("Coffee Homeground") gioca sull'assonanza tra "coffee" e "coffin", ovvero caffè e feretro, in modo che la frase "non accetterò il tuo caffè fatto in casa" potrebbe avere tutt'altro significato.
All'inizio fu "Cime Tempestose", si è detto. A Kate era rimasta impressa la parte iniziale del romanzo, in cui un viandante si fermava per la notte nella casa di Heatchcliff, "Wuthering Heights" appunto, e udiva dalla finestra della sua stanza la voce del fantasma di Cathy implorarlo di lasciarla entrare. La mano di lei attraversava un buco nella finestra e ghermiva il braccio dell'uomo terrorizzandolo a morte. Kate è riuscita a rendere bene l'ambiguità di questo amore turbolento che cerca pace nell'ultimo abbraccio.
La figura dell'amato è quella di un "dominatore" che ha incatenato il cuore della sua amata per sempre. Un doppio filo di passioni torbide e profonde legano Cathy e Heatchcliff, che, pure amandosi al limite della più folle gelosia, finiscono per lo sposare altre persone. Il loro carattere orgoglioso e testardo impedisce loro di riconoscere di avere bisogno l'uno dell'altra e finiranno col passare la vita torturandosi a vicenda e torturando i rispettivi consorti.
Dice Kate: "Sentivo un particolare bisogno di scrivere questa canzone, era molto tempo che volevo farlo. Ricordavo che mio fratello John mi aveva raccontato la storia, ma non riuscivo a ricordarmela bene, così mi sono fatta prestare il libro. Ho letto poche pagine e poche righe. Sicché, ho scritto la canzone ancor prima di aver letto il libro per intero. Il nome Cathy mi ha aiutata a proiettare me stessa in questo sentimento di volere qualcuno al punto di odiarlo. Potevo capire come si sentiva Cathy. E' buffo, ma ho sentito alla radio di una signora che stava scrivendo un libro in inglese antico. Durante la stesura del testo si è accorta che stava usando parole che non conosceva, e quando è andata a controllare ha scoperto che erano corrette. Una cosa simile è successa con questa canzone: ho scritto dei versi che poi ho scoperto essere nel libro quando l'ho letto in seguito. Una cosa che mi ha fatto molto piacere è stato il responso incredibilmente positivo che ha ricevuto questa canzone, nonostante abbia sentito che la Brontë Society la consideri un disonore. Molte persone hanno letto il libro dopo aver sentito la canzone, e gli è piaciuto. E questa per me è la cosa più importante".
"The Infant Kiss" è stata ispirata dalla novella "The Turn Of The Screw" ("Il Giro di Vite") di Henry James e racconta di questa governante che viene assunta per prendersi cura di due bambini (fratello e sorella), ma non sa che questi sono posseduti dalle persone che vivevano nella casa prima di loro. E' veramente spaventoso.
Ecco come descrive la situazione la stessa Kate: "La donna così si trova divisa tra l'amore per un innocente ragazzino e quello per un uomo che convive nello stesso essere. Lei gli dà la buonanotte, lo abbraccia e lo bacia dolcemente, ma quello che gli viene restituito è un bacio di un uomo adulto, sente una strana reazione nel suo corpo: è confusa, non capisce cosa succede. E' solo un bambino ma il tocco della sua mano le fa accelerare i battiti del cuore. Sente che sta per accadere qualcosa di cui si pentirà, è sgomenta. Quegli sguardi non sono quelli di un bambino ingenuo e puro, il suo desiderio di arrendersi alla loro promessa è forte, ma ci sono quelle voci maligne nella sua mente... C'è un demone all'interno di quel bambino, è una realtà così orribile e distorta... e affascinante".
Non poteva mancare una canzone ispirata da un romanzo del mago del brivido Stephen King: "Get out of my House" è una scheggia di follia liberata in cui Kate non si trattiene più e urla, urla fino a diventare rauca. Dice la stessa Kate: "The Shining" è l'unico libro che io abbia letto e che mi abbia veramente spaventato. Mentre lo leggevo ero travolta dalle sue immagini invernali ed evitavo di visitare alcuni piani del mio grande, freddo hotel, vuoto per la bassa stagione. Come in "ALIEN" i protagonisti sono isolati, lontani per miglia (o anni luce) da chiunque e da tutto, ma c'è qualcosa in quel luogo con loro. Non sanno cosa, ma non è molto rassicurante. Lo scenario per questo brano continua sullo stesso tema: la casa è un corpo umano, è stata chiusa e sbarrata, per impedire ad ogni energia esterna di entrare".
L'idea ispiratrice di "Experiment IV" era una storia che Kate aveva letto di uno scienziato francese che aveva costruito una gigantesca macchina alimentata a vapore per studiare gli effetti del suono. Questa macchina emetteva un fischio potentissimo, e l'unico effetto che lo scienziato ottenne fu quello di restarne ucciso, insieme a tutte le persone nell'area circostante. Le autorità dovettero evacuare e recintare la zona finché il dispositivo che alimentava la macchina non si esaurì del tutto.
Kate, nella sua canzone, ha immaginato che questo tipo di studi fossero utilizzati a scopi militari, esperimenti che prevedessero di usare la musica come arma micidiale. Questa fantasia, però, non è poi così lontana dalla realtà: i dipartimenti della difesa di tutto il mondo hanno sempre cercato di inventare un "cannone sonoro" e in Europa la versione di quest'idea è conosciuta come "La Tromba di Gerico" (rende l'idea?). Sia in America che in Russia proseguono esperimenti segreti sugli effetti delle onde soniche e sulle frequenze di disturbo allo scopo di distruggere case e uccidere persone.
"Houdini" si basa sulla biografia del celebre mago ed è principalmente una storia d'amore, quello eterno tra Harry Houdini e sua moglie Bess. Solo Kate poteva immaginare di incentrare la canzone sull'attimo in cui Houdini muore nella sua bara d'acqua mentre Bess lo guarda e sulle sue labbra c'è ancora il bacio con cui gli ha passato la chiave dei lucchetti. Brrr...
La copertina di "The Dreaming" è proprio ispirata a uno dei numeri del grande mago Houdini. Il mago si faceva incatenare e poi gettare da un ponte nel fiume sottostante e ne usciva libero pochi istanti dopo. Il bacio beneaugurante che gli dava la moglie prima del tuffo era in realtà un espediente per passargli la chiave dei lucchetti (come Kate nella foto: sulla sua lingua c'è una piccola chiave d'oro).
Tutti conoscono la fama di Harry Houdini, il cui vero nome era Enrich Weiss, come esperto nel liberarsi da qualsiasi tipo di lucchetto e catena, ma forse pochi sanno che passò molti anni della sua vita smascherando molte sedute con dei medium come delle frodi. Si era accorto di quanto dolore veniva inflitto alle persone che già soffrivano e che spendevano tutto il loro denaro solo per sentire ancora qualche parola da coloro che amavano. Egli credeva nella possibilità di un contatto dopo la morte e, probabilmente, smascherando gli imbroglioni sperava di trovare almeno un medium che si rivelasse assolutamente autentico. Houdini morì il 31 ottobre, la notte di Halloween, del 1926 e venne sepolto a New York con tanto di rito massonico (una bacchetta magica spezzata sulla sua tomba). Concepì un codice segreto con la moglie in modo che, se un giorno lei avesse trovato un vero medium, si sarebbero riconosciuti senza alcun dubbio. Era un'immagine così bella, di quest'uomo che è stato il re dell'evasione per tutta la vita, e ora fuggiva anche dalla morte per tornare da lei.
Dall'orrore passiamo al fantastico più puro, alla magia dei sentimenti. "Cloudbusting" parla del rapporto speciale che si è instaurato tra un bambino e suo padre. Il libro che ha ispirato la canzone s'intitola "A Book Of Dreams" ed è stato scritto da Peter Reich. Dice Kate: "L'ho trovato su di uno scaffale in una vecchia libreria circa otto anni fa. Mi chiamava da lassù, e quando l'ho letto mi sono sentita commossa dalla sua magia. E' stato scritto dal punto di vista del bambino: suo padre significa tutto per lui, è la magia nella sua vita e gli insegna tutto. Gli insegna ad essere aperto d'idee e a non costruire barriere. Il dottor Reich ha costruito un marchingegno che può far piovere, un "acchiappanuvole". Con suo figlio, un giorno, riesce a puntare le grandi "cornamuse" verso il cielo e a far cadere la pioggia.
La canzone cerca un paragone fra lo yo-yo che un amico aveva regalato a Peter, e che aveva un valore speciale per lui, e suo padre. Lui amava quel suo giocattolo ma suo padre credeva nelle cose che avevano un'energia positiva e negativa, e quella luce fluorescente secondo lui era un'energia molto negativa a causa del materiale che usavano a quei tempi per riuscire a far brillare i giocattoli al buio. Al bambino fu detto di sbarazzarsene ma, piuttosto che gettarlo via, Peter lo sotterrò in giardino, in modo da calmare suo padre e da poterlo recuperare per giocarci ogni volta che lo avesse desiderato.
E' un parallelo, in un certo senso, tra quanto lui amava il suo yo-yo, (che era considerato pericoloso) e l'amore che provava per suo padre (anch'egli considerato un pericolo da qualcuno). Nonostante il divieto del padre, lui poteva recuperare il suo yo-yo per giocarci... ma non c'era stato niente da fare quando gli avevano portato via il padre. La canzone cerca di far sentire il dolore che il piccolo ha provato nel dover stare senza suo padre e nel dover improvvisamente far fronte alla solitudine. Sono i magici momenti di un rapporto visti attraverso gli occhi di un bambino, ma raccontati con la tristezza dell'adulto".
Per "The Sensual World" l'idea di partenza è stata il monologo di Molly Bloom dall'"Ulisse" di James Joyce, l'idea che un personaggio così emotivo potesse uscire dalle pagine del libro e avere i sensi travolti dalla sensazione di essere viva... la terra sotto i piedi, il vento tra i capelli, la pioggia sulla pelle, il tramonto tra gli alberi.
La Kate più matura e rilassata ha lavorato a lungo su questa canzone: "Penso che "The Sensual World" parli specificamente della differenza tra sessualità e sensualità nel contesto della canzone. Il brano parla di qualcuno che esce dal bianco e nero del mondo bidimensionale del libro ed entra in quello tridimensionale del mondo reale. L'impressione immediata è quella della sensualità di questo mondo, il fatto che puoi toccare le cose, ciò è molto sensuale, sai... i colori degli alberi, la sensazione dell'erba sotto i piedi, il tocco di qualcosa nella mano, il fatto che è un mondo così sensuale. Io sono certa che per qualcuno che non l'ha mai sperimentata prima, sarebbe una cosa devastante. Originariamente il testo era tratto dal monologo finale di Molly Bloom, ma non siamo riusciti ad avere il permesso di usare quelle parole. Ho tentato a lungo, per circa un anno, ma me l'hanno rifiutato, perciò ho dovuto creare qualcosa che suonasse come le parole originali, con lo stesso ritmo, lo stesso modo di sentire, ma ovviamente non sono venute così bene. II tutto è diventato un "pastiche" ed è per questo che il personaggio del libro, Molly Bloom, esce dal libro ed entra nel mondo reale diventando una di noi."
Libri che diventano musica. E musica che diventa libro?
Nella mia vasta produzione letteraria (!) è possibile trovare due racconti rispettivamente ispirati a "San Jacinto" di Peter Gabriel e a "Experiment IV" di Kate Bush. In entrambi i casi l'ispirazione è arrivata in pari misura dalla musica e dai versi delle canzoni: una sorta di favola ecologica, mistica e ipnotica per Gabriel e una storia al limite tra la fantascienza e l'orrore per Kate Bush.
"San Jacinto" è la mia preferita di tutti i tempi e prende spunto da una storia vera. Una sera a Cleveland, dopo un concerto, Peter stava tornando in albergo e incontrò il portiere - un giovane pellerossa - allarmato perché qualcuno gli aveva detto che la sua casa andava a fuoco. Gabriel lo accompagnò in macchina e, una volta scoperto il falso allarme, restò ad ascoltare la storia affascinante e sconvolgente dei riti di iniziazione degli indiani d'America, riti che prevedevano digiuni, serpenti velenosi e misteriosi uomini-medicina. Prove di coraggio e sacrifici per potersi definire "guerrieri", tradizioni oramai rimaste ad uso e consumo dei turisti.
Il caso di "Experiment IV" è ancora più straordinario, in quanto è supportato da un video eccezionale che bilancia perfettamente la musica e il testo con le immagini. Jerry Coe, lo scienziato della storia, ha l'ingrato compito di trovare "un suono che uccida", una raccolta di urla e grida tra le più agghiaccianti e raccapriccianti. Ma, nel preciso istante in cui questi suoni vengono messi insieme e fatti ascoltare ad un'ignara cavia, dagli altoparlanti esce un bellissima sirena bionda che lancia un bacio al malcapitato. In una frazione di secondo la sirena si trasforma in un orribile mostro con la bocca piena di denti ritorti, spalancata come se stesse urlando, che uccide tutte le persone presenti nella base militare e poi fugge dall'entrata segreta (un negozio di dischi dall'insegna allusiva "Music for Pleasure").
Peter Gabriel e Kate Bush. Due volti, due anime, un'unica emozione. Quella di giocare con le parole e con le note, quella di raccontare una storia in mille modi diversi e di riascoltarla all'infinito senza mai incontrare la parola "fine".