Simon & Garfunkel

 

Paul Frederick Simon nasce a Newark, in New Jersey, il 13 ottobre 1941 da Luis e Belle Simon, e cresce nel Queens (quartiere di New York City) dove frequenta la Forest Hills High School. È proprio alla Forrest Hills, nel 1953, che conosce Art Garfunkel, che oltre a inseparabile amico diventerà suo partner musicale nei primi anni della carriera e per sempre nell'immaginario di gran parte del pubblico, specialmente italiano.
I due ragazzini iniziano subito a cantare in vari gruppi di musica doo-wop, e nel 1955 realizzano e producono la loro prima canzone, "The girl for me", un brano di relativa importanza che segna però l'inizio di una straordinaria carriera per entrambi, con il nome d'arte di Tom & Jerry (Art sceglie lo pseudonimo di Tom Graph e Paul quello di Jerry Landis, dove Landis era il cognome della sua piccola fidanzatina). Già nel 1957 sono giovani star locali, specialmente fra i ragazzi della scuola, e cercano di vendere le loro prime canzoni ad alcune grosse case discografiche di Manhattan. È così che registrano vari provini. Una delle canzoni registrate in questi provini del 1957, all'età di 16 anni, è il loro primo vero piccolo successo, "Hey, schoolgirl", che attira le attenzioni di Sid Prosen della Big Records e permette a Paul e Art di registrare, come Tom & Jerry, il loro primo 33-giri contenente una canzone per lato: "Hey, schoolgirl" e "Dancin' wild". Il singolo "Hey, schoolgirl" passa per radio nella Grande Mela e raggiunge la posizione n° 57 nella classifica Billboard: un vero successo per i due giovani ragazzini. Sull'onda di tale successo i due tornano subito in studio di registrazione e realizzano altri singoli, ma nessuno di questi raggiunge il successo del precedente.
È così che, dopo il diploma, i due si separano (e non sarà la prima volta): Art si iscrive all'università per laurearsi in matematica e occasionalmente si diletta cantando o incidendo proprie canzoni, mentre Paul passa molto tempo lavorando come autore anche per altri musicisti, e scrive e produce diverse canzoni sotto vari pseudonime: Jerry Landis, True Taylor, Paul Kane e Tico nel gruppo "Tico & The Triumphs". Pur avendo preferito lavorare come autore per altri artisti, Paul Simon si ritrova così a cimentarsi più che altro come cantautore solista di proprie ballate e canzoni rock.
Siamo così agli inizi degli anni '60. Nel 1963 Paul e Art si riuniscono e iniziano a registrare per la Columbia Records il loro primo album, questa volta con il nome, che renderanno poi leggendario, di Simon & Garfunkel; il risultato è "Wednesday morning, 3 a.m.", uscito nel 1964. Le canzoni contenute in questo album sono un mix di gospel, di cover e di composizioni originali di Paul Simon (tra queste impossibile non citare l'immortale "The sound of silence", scritta da un artista 22enne e ancor oggi celebre). Tuttavia l'album non ottiene un significativo successo, le vendite sono deludenti e non viene raggiunta alcuna posizione in classifica; così il duo si separa nuovamente: Artie torna alla Columbia University per continuare i suoi studi in matematica, Paul... ancora dietro alla musica.
Paul parte per l'Inghilterra in cerca di nuove ispirazioni per la propria musica. Qui rimane molti mesi, fino al 1965, e si esibisce spesso nei pub in giro per l'Inghilterra, dove riscuote un buon successo, e scrive molte canzoni cariche delle cupe, liriche e profonde immagini della tradizionale musica folk inglese. Il suo personale e solitario giro dei locali inglesi, fatto di soste di un'unica serata per poi ripartire verso un'altra destinazione, di esibizioni estemporanee ma ben accolte dal pubblico, sarà magnificamente ritratto nella canzone "Homeward bound" che comparirà nel secondo album di Simon & Garfunkel. È sempre in Inghilterra, nel 1965, all'età di 24 anni, che Paul registra e fa uscire (solo per il mercato inglese, sempre per la Columbia Records) "The Paul Simon songbook", quello che voleva quasi essere il suo lascito artistico personale, la sua fatica liberatoria prima di dire addio a un mondo, quello della musica commerciale, che a suo parere non lo ha apprezzato, o, come forse sarebbe più corretto dire, non lo ha mai scoperto.
Ma Simon non dovrà attendere molto... e inaspettatamente, proprio mentre sembra volersi congedare dalla vita di artista, accade, nella sua lontana America, ciò che oramai nemmeno più sperava: mentre Paul è in Inghilterra e Art prosegue i suoi studi, la Columbia decide di rilasciare un singolo riveduto di "The sound of silence", alla cui semplice versione folk originale viene aggiunta, in studio, una base rock per renderla più ritmica, grazie alla presenza della batteria, molto in voga in tale periodo (una chiave di successo per molte canzoni di Bob Dylan). È grazie a tale idea (criticata da molti puristi e intenditori) che questo singolo ottiene un successo strepitoso e raggiunge il primo posto della classifica USA: siamo nel novembre 1965. Paul, avvertito del grande successo della nuova versione del brano di Simon & Garfunkel, decide di tornare in patria. Inizialmente non è molto entusiasta del trattamento "alla Bob Dylan" riservato alla sua canzone, ma non può certo trascurare e tantomeno rinnegare il grande successo finalmente raggiunto!
Così Paul e Art decidono di tornare a registrare insieme altre canzoni composte da Paul (molte delle quali presenti nell'album "The Paul Simon songbook") con una band rock di sostegno, come la lezione di "The sound of silence" aveva insegnato. Sempre per la Columbia Records esce così, nel 1966, il loro secondo album: "Sounds of silence". Questo album conferma il duo come uno dei più significativi gruppi della musica folk-rock, e Paul Simon come autore originale e di grande livello. L'album è un successo sia di critica che di pubblico, e il duo intraprende anche un tour lungo gli Stati Uniti, suonando in teatri e in scuole in occasione di manifestazioni studentesche.
Nel 1966 la Columbia fa uscire un nuovo album di canzoni inedite scritte da Paul; è il terzo, e si intitola "Parsley, sage, rosemary and thyme". È proprio quest'album che fa etichettare Simon & Garfunkel come "intellettuali afflitti", un'immagine che il duo cercherà sempre di respingere. Sebbene in studio anche questa volta sia presente una band di supporto, Simon e Garfunkel, quando sono in tour, si esibiscono sempre da soli, cantando accompagnati soltanto dalla chitarra acustica di Paul. La loro fama continua a diffondersi, e Paul è sotto forte pressione per la composizione di nuove canzoni.
Nel 1967 Mike Nichols chiede a Paul di contribuire alla colonna sonora del suo film "Il laureato". Precipitosamente Simon e Garfunkel registrano una versione iniziale di una nuova canzone, "Mrs. Robinson", e nuove versioni di "The sound of silence", "The big bright green pleasure machine" e "Scarborough fair/canticle"; Paul riesce a evitare l'uso di altre canzoni inedite, destinate al nuovo album del duo. Quando il film esce, più avanti quello stesso anno, è un successo clamoroso che catapulta Nichols, Simon & Garfunkel, Dave Grusin (compositore delle parti strumentali della colonna sonora del film) e il giovanissimo Dustin Hoffman nella tempio delle superstar. Con l'album della colonna sonora de "Il laureato", uscito nel 1968, Simon & Garfunkel raggiungono finalmente il successo mondiale (oltre ovviamente alle vette delle classifiche USA); la colonna sonora del film vince il grammy, e il singolo "Mrs. Robinson" se ne aggiudica da sola due. Ma non è certamente finita qui.
La ricerca di nuove sonorità e la costante smania di Paul di evolversi li fa nuovamente entrare in sala di registrazione per un nuovo album, il loro quarto. Siamo così, sempre nel 1968, all'uscita di "Bookends" (contenente anche una versione rivisitata di "Mrs. Robinson"). L'uscita di quest'ultimo lavoro segue a ruota quella della colonna sonora del film, e si attesta anch'esso sulle vette della classifica americana: in quel momento Simon & Garfunkel sono presenti con due dischi nei primi cinque posti dei più venduti negli Stati Uniti! "Bookends" riceve la nomination al grammy per l'album dell'anno. È la loro consacrazione artistica.
All'inizio del 1969, tuttavia, la relazione artistica tra i due comincia a risentire del logoramento e delle tensioni dovute alle pressioni del clamoroso successo e alle interminabili tappe dei tour. Artie inizia a cimentarsi nella recitazione (una passione coltivata fin da bambino), e quando Mike Nichols gl offre la possibilità di avere un ruolo nel film "Catch 22" lui coglie l'occasione al volo. Purtroppo Paul, intimamente, non gradisce molto la scelta di Garfunkel: egli sta già lavorando a un nuovo album per la Paramount ("Bridge over troubled water"), e sebbene parte dell'album sia stata già registrata prima della partenza di Art per il Messico (dove il film di Nichols viene girato), Simon è infastidito dall'apparente mancanza di dedizione di Garfunkel al loro lavoro. Sempre nel 1969, durante una pausa delle riprese del film di Artie, Simon e Garfunkel partono abbastanza improvvisamente per un nuovo tour accompagnati da una band, nel quale, tra le altre, eseguono canzoni inedite che compariranno nel loro successivo album, tra cui "The Boxer" e la poi title-track "Bridge over troubled water", una canzone scritta da Paul proprio per Art. Nello stesso periodo registrano uno special TV, ma i chiari toni politici della canzone "Cuba si, Nixon no" è un po' troppo per gli sponsor... e così lo show non viene mandato in onda.
Quando Garfunkel riparte per il Messico, Paul Simon continua a lavorare su "Bridge over troubled water", e registra le musiche per finire l'album. Quando poi Art torna, durante un'altra pausa delle riprese, aggiunge la sua voce ad alcune canzoni, e l'album viene così completato. Quando il disco viene finalmente viene rilasciato, nel 1970 (privo delle previste "Cuba si, Nixon no", "Feuilles-O" e "Groundhog", per scelta sia della CBS che di Art), è un'ulteriore, e forse ancor maggiore, successo, tanto da vincere sei Grammy Awards (tra cui quelli come miglior album e miglior canzone del 1970)! All'uscita dell'album segue un breve e seguitissimo tour, con pochi strumenti d'accompagnamento oltre all'immancabile chitarra di Paul. Il tour serve come piccola tregua per le crescenti divaricazioni tra Paul e Art: mentre ancora li accomuna la passione per la musica, affiorano priorità sempre più divergenti.
Al pubblico risulterà palese la loro incrinatura soltanto più tardi, nel 1972, durante un concerto di supporto per George McGovern, il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti: durante la loro esibizione, peraltro ineccepibile, non si incrociano mai con lo sguardo, e le loro cupe espressioni la raccontavano tutta; Simon & Garfunkel, come duo, sono oramai da consegnare alla storia della musica. Sono arrivati al capolinea di un percorso tanto ricco di onori quanto breve, tanto intenso quanto indelebile. Dopo la rottura Art continuerà a fare film e a cimentarsi nella musica, mentre Paul si getterà coraggiosamente in una carriera da solista. I due, negli anni a venire, avranno anche modo di registrare insieme in studio altre due canzoni: "My little town" (di Paul, che comparirà nel 1975 negli album solisti di entrambi) e una cover di "(What a) Wonderful world" di Sam Cooke, insieme a James Taylor.
Come per evidenziare la nuova rotta presa e l'essere rimasto da solo, il primo album solista di Paul Simon, uscito nel 1972, si intitola semplicemente "Paul Simon". Si tratta un album contenente musica di vari generi, dal rock al jazz al reggae, inaugurando così quello che sarà il leit-motiv della carriera solista di Paul: l'amore per ogni tipo di buona musica, la ricerca di nuove sonorità e la sperimentazione di vari generi. L'album raccoglie un buon successo, e il singolo "Mother and child reunion" raggiunge la top-10 della classifica USA.
Come liberato dalla presenza di Garfunkel, Simon inizia a espandere le sue sonorità, trovando molta ispirazione nella musica latina. Con gli inizi della sua carriera solista Paul cerca di affrancarsi fin da subito dal ricordo del glorioso, ma ormai defunto, duo. È per questo che già nel 1973 esce il suo secondo album, "There goes rhymin' Simon", ed è la conferma che la strada presa è una scelta vincente, la prova delle grandi doti non soltanto come autore, ma anche come cantautore solista: l'album vende più di un milione di copie in poco tempo, e molte canzoni divengono subito successi, come "Kodachrome" e "Loves me like a rock". Riceve anche la nomination come album dell'anno.
Segue un periodo di lunghi tour, attraverso i quali cui Paul cerca di stabilire un contatto diretto con il pubblico e presentare "porta a porta" la propria nuova immagine da solista, indipendente dall'icona di Simon & Garfunkel, ma pur sempre di successo. È così che nel 1974 esce un album dal vivo che raccoglie queste fatiche: "Live rhymin'".
Nel 1975 è la volta di "Still crazy after all these years", contenente anche la già citata "My little town", cantata in coppia con Art Garfunkel. Non finendo di meravigliare, Paul riesce con questo album nell'impresa di rinverdire gli strepitosi successi del duo: raggiunge la numero uno nella classifica degli album più venduti negli USA, il singolo "50 ways to leave your lover" raggiunge la cima della classifica dei singoli, nel 1976 l'album ottiene il grammy come miglior album dell'anno e Paul vince il grammy quale miglior voce maschile per la canzone "Still crazy after all these years". Come si dice: il lupo perde il pelo, ma non il vizio... e Paul Simon ha sempre il vizio di fare grandi canzoni.
Passano due anni prima di vedere una nuova uscita discografica, sebbene non si tratti di un nuovo album in studio: è il 1977 ed esce la collezione "Greatest hits, etc.", in cui compaiono anche due nuove canzoni, ossia "Slip slidin' away", che scala presto le classifiche dei singoli, e "Stranded in a limousine". Nello stesso anno giungono altri due onorevoli riconoscimenti: l'album "Bridge over troubled water" riceve il British Britannia Award quale miglior album degli ultimi venticinque anni, e l'omonimo singolo British Britannia Award quale miglior singolo degli ultimi venticinque anni!
Successivamente, nel 1980, è la volta di un altro, e non l'ultimo, dei tanti volti artistici di Paul Simon: la sua continua ricerca di novità e sperimentazione e la voglia di mettersi sempre in gioco lo portano a scrivere, produrre e dirigere il film semi-autobiografico "One-trick pony", di cui è anche protagonista, che racconta la storia di un cantante-cantautore che cerca un proprio spazio nell'era del punk e delle nuove correnti musicali. Ovviamente Paul è anche l'autore della colonna sonora del film (insomma, l'ha fatto tutto lui!), da cui prende vita l'album omonimo. Il film, sebbene generalmente ben accolto dalla critica, fallisce commercialmente (e come vedremo non sarà, per Paul, l'ultimo fallimento di un grande e ambizioso progetto), e anche l'album, pur affermandosi come uno dei più vivi e forti album di Simon, non ottiene buone vendite, sebbene il singolo "Late in the evening" entri subito in classifica.
Dopo questa parziale delusione un'altro colpo di scena, stavolta positivo: nel 1981 viene annunciato il "concerto della riunione" con Garfunkel, organizzato nel Central Park di New York, con ingresso libero; la reazione del pubblico alla notizia è entusiasta, tanto che si vocifera di un possibile ritorno permanente del duo e di un futuro nuovo album insieme. Il 19 settembre 1981 è un oceano di oltre 500 mila persone adoranti quello che accoglie Paul Simon e Art Garfunkel alla loro apparizione sul palco nel Central Park, e l'evento viene trasmesso dalle televisioni di molti Paesi. Visto il successo, nel 1982 esce l'album live del concerto, "The concert in Central Park", e anche il video in VHS.
È con queste premesse che Simon e Garfunkel iniziano a lavorare insieme per un nuovo album, e già sul finire del 1981 sono state parzialmente registrate dieci canzoni. Ma le cose non vanno come sperato: le canzoni scritte da Simon sono strettamente personali, intime, e riguardano la propria personalità e il recente divorzio da Peggy Harper (la prima moglie); Garfunkel sembra che si opponga a un materiale troppo personale di Paul. Da lì nascono altre divergenze: Artie vuole trovare nuove armonie e nuove canzoni, Paul preferisce finire l'album quanto prima e partire subito per un tour. Ben presto si arriva alla rottura, e i due abbandonano il progetto comune; Paul cancella la voce di Garfunkel dalle canzoni già registrate e completa da solo l'album, rilasciato nel 1983 con il titolo "Hearts and bones", il quinto lavoro da solista di Paul Simon. Si tratta appunto di un album ricco di riferimenti autobiografici di Paul; questa personalizzazione dei temi impedisce forse al pubblico e a parte della critica di identificarsi nelle canzoni, sicché quello che a molti risulta come un grande album intimistico e personale non riscuote il successo di commerciale dei precedenti.
È durante questo periodo difficile, sia artisticamente che personalmente, che Paul Simon decide una volta ancora di cambiare volto, di cercare altro, di sperimentare nuove sonorità per esprimersi. Nel 1985 Paul parte per il Sud Africa per studiare la musica dei nativi africani e dei ghetti neri delle città; viene a contatto con molti musicisti di talento, sconosciuti o semi-sconosciuti; sente che è ad una svolta significativa della propria carriera, della propria musica, e si getta, pioniere in questo, nell'uso della musica etnica nella canzone popolare. Prende così corpo la figura di Paul Simon come cantante-autore della world music, abbandonando quella passata, seppur gloriosa, di cantante folk-rock. Come vedremo subito, è una scommessa vinta.
Nel 1986 esce infatti "Graceland", che annovera, oltre a musicisti amici di vecchia data quali Richard Tee alle tastiere, Steve Gadd alla batteria e la vocalist Linda Ronstadt, anche una ventina di musicisti africani, tra cui la voce di Ladysmith Black Mambozo. L'album si rivela un clamoroso successo, ed è a tutt'oggi quello di Paul da solista che più ha venduto in assoluto. A seguito dell'uscita dell'album Paul si esibisce in uno storico concerto ad Harare, Zimbabwe, a cui parteciperà un entusiasta pubblico multirazziale (va ricordato che allora in Sud Africa era ancora presente l'Apartheid) e da cui verrà realizzato un video VHS (ora anche in DVD). Molte canzoni di quell'album diventano singoli di grande successo, come "You can call me Al", "Diamonds on the soles of her shoes" e la title-track "Graceland", mentre il disco stesso vince il grammy come miglior album dell'anno 1987 e la title-track quello come miglior singolo. A questo successo Simon fa seguire un tour in cui si esibisce con la band di musicisti africani e Ladysmith Black Mambozo.
Impaziente di continuare la ricerca Simon parte per il Brasile, per esplorare i ritmi e i suoni della musica brasiliana; il risultato di questo viaggio è, nel 1990, "Rhythm of the saints", disco che riscuote un buon successo e posiziona in classifica il singolo "The obvious child". L'album riceve la nomination al grammy quale album dell'anno nel 1991, e Paul, sempre per tale album, riceve insieme a Roy Halee la nomination quale produttore dell'anno. Tra il 1990 e il '91 Paul è in tour con una band composta da musicisti brasiliani, sud-africani e americani; il tour è battezzato "Born at the right time", e termina con due esibizioni-evento: un nuvo concerto gratuito a Central Park, il 15 agosto 1991 (a quasi dieci anni esatti dal glorioso precedente con Garfunkel), a cui partecipano 750 mila spettatori e da cui nascerà ilnuovo live "Concert in the park", e un'apparizione su MTV Unplugged.
Intanto nel 1990 il duo Simon & Garfunkel viene inserito di diritto nella "Rock and Roll Hall of Fame".
Nel 1993 la Warner Bros rilascia una collezione retrospettiva della carriera di Paul Simon, "The Paul Simon anthology", e sempre nel 1993 Paul invita Art in un tour che vuole essere una panoramica sull'intero percorso artistico di Simon (già negli anni precedenti, comunque, il duo è tornato a esibirsi dal vivo per alcuni concerti di beneficenza, senza alcuna velleità di riprendere una storia inappellabilmente conclusa); Garfunkel accetta, esibisce la sua ancora splendida voce nelle loro vecchie canzoni, e rimangono in tour fino all'inizio del 1994.
Ma ancora una volta, proprio quando sembra che niente di più si possa chiedere da una vita artistica dalle mille forme, Paul Simon, oltrepassata abbondantemente la soglia dei 50 anni, si getta in un progetto completamente nuovo: la scrittura di un musical. Già durante la lavorazione a "Rhythm of the saints" aveva pensato a un musical sulla storia di Salvador Agron soprannominato poi "the Capeman", un ragazzo 16enne portoricano appartenente a una gang newyorkese e protagonista nel 1959 dell'omicidio di due ragazzi americani non affiliati ad alcuna gang, che si trovarono al posto sbagliato nel momento sbagliato. Questo dramma aveva ovviamente avuto all'epoca una notevole risonanza sui media, e tutta l'opinione pubblica, tra cui l'allora 18enne Paul Simon, ne era rimasta colpita e aveva seguito l'evolversi della storia, dall'arresto alla condanna a morte, dalla liberazione per "recupero e riabilitazione" nel 1979 alla sua morte nel 1986 per cause naturali. Da questa storia, fatta di violenza, emarginazione e povertà, con in sottofondo la musica latina e rock della New York degli anni '50, Paul immagina quindi, già dal 1990, di ricavare un musical per Broadway. Il lavoro per la realizzazione del musical lo tiene occupato per anni, anni che non vedranno alcuna uscita discografica. Solo nel 1997, in attesa del completamento del musical, Simon decide di rilasciare un nuovo album, "Songs from the Capeman", in cui sono presenti tutte canzoni tratte dal musical che sta completando, fatte di splendide musiche latine e del rock degli anni '50, che riassumono la storia e le emozioni di quella tragica vicenda. L'album riceve recensioni contrastanti e non ottiene un grande successo, ma peggiori sono purtroppo i risultati del musical ("The Capeman"), che vede la luce a Broadway nel gennaio 1998, con un cast d'eccezione e molto costoso, ma chiude i battenti già a marzo, dilapidando così gli 11 milioni di dollari costati per la produzione. È un flop totale, e anche finanziariamente Simon ne esce con le ossa rotte. La critica e il pubblico in realtà apprezzano le musiche e le canzoni scritte da Paul, però viene contestata l'idea di produrre e mettere in scena una tragedia macabra e indelebile per comunità newyorkese. Il musical riceve anche tre nomination ai Tony Awards, tra cui quella di miglior partitura originale, ma rimane il fallimento del progetto e il brutto colpo per Simon, dopo anni di lavoro e di energie buttate. Erano sette anni che non usciva un nuovo album, l'attesa era elevata, e questo non era stato il modo migliore per riproporsi.
Tuttavia non è finita; con Paul Simon le sorprese non mancano mai. Nel 1999, dopo un periodo nero che lo aveva allontanato dalla voglia di esibirsi, Paul parte clamorosamente in un lungo tour insieme a Bob Dylan, toccando ogni angolo degli Stati Uniti. I due, mai esibitisi insieme e rivali e reciproci detrattori negli anni della loro affermazione (come già detto sopra), trovano la formula perfetta per divertirsi e divertire: ognuno canta le proprie intramontabili canzoni, e qualcuna viene eseguita in duetto. Prevedibile il delirio del pubblico che di volta in volta li accoglie. Questo tour insieme a Dylan, come espressamente dichiarato dallo stesso Paul, è stata una vera e propria ricarica di energie per lui, a livello sia mentale che artistico. Dopo un periodo nero e dopo tanti anni passati a esibirsi in stancanti e ripetitivi tour, Paul aveva perso la voglia di esibirsi e di rimettersi in gioco; proprio lui che era sempre stato il primo a cercare nuovi orizzonti per la propria voglia di sperimentare. Come ammetterà lui stesso, aveva anche perso mentalmente la capacità di dedicarsi alla musica; adesso, grazie alla "cura Dylan", la voglia ritorna, e la mente di Paul si rifà viva al suo vecchio mestiere: creare musica.
Nell'ottobre del 2000 esce "You're the one", un titolo quasi irriverente, un urlo di auto-incoraggiamento per chi, come Paul, cerca di riproporsi dopo il flop del musical, a quasi 60 anni di età. E tanto per riprendere il discorso da dove era stato lasciato, per testimoniare che la sua mente è tornata a pensare alla musica, per far capire che lui è ancora lì, dove le canzoni nascono, l'album inizia con le parole "Somewhere in a burst of glory / Sound becomes a song / I'm bound to tell a story / That's where I belong" ("Da qualche parte in un'irruzione di gloria / Il suono diventa una canzone / Io sono costretto a raccontare una storia / Questo è ciò a cui sono destinato"). Ancora una volta dimostra davvero di essere "the one": l'album riceve immediatamente critiche lusinghiere, si rivela un successo, e, tanto per riprendere le vecchie abitudini, riceve una nuova nomination come album dell'anno ai Grammy Awards. Le canzoni di "You're the one" abbandonano in parte la ricerca di musiche etniche che aveva accompagnato Paul negli ultimi lavori; sono più liriche, ricordano le sonorità dell'album "Hearts and bones" del 1983, e Paul si riappropria dell'uso della sua leggendaria chitarra, anche se non dimentica l'esperienza musicale fatta (come lui stesso dirà, "ciò che si impara non finisce mai dimenticato"). All'uscita dell'album segue un breve tour in Europa nell'ottobre del 2000, e in America tra novembre e dicembre.
Nel marzo del 2001 anche il solista Paul Simon, undici anni dopo il duo Simon & Garfunkel, viene inserito in qualità di grande cantautore nella "Rock and Roll Hall of Fame", entrando di diritto, se mai ci fosse stato bisogno di sottolinearlo, nella storia della musica.
Ma è ancora presto per abbandonarsi definitivamente alla storia; nell'estate 2004 Simon & Garfunkel tornano a esibirsi, qui in Italia, a Roma, al Colosseo, di fronte ancora una volta a una folla di circa mezzo milione di appassionati di ogni età e di tre generazioni diverse. Quali nuove sorprese riserverà il duo, lo scopriremo solo aspettando.